Rischiano di perdere il posto gli infermieri precari dei reparti Covid degli ospedali, quando sarà finita la pandemia. “Alcuni di noi hanno perso la vita per lottare contro il Coronavirus, non è giusto”, protestano i lavoratori sanitari precari, che oggi, in occasione della Giornata mondiale dell'Infermiere, hanno manifestato a Napoli, all'esterno dell'ospedale Cardarelli, il più grande del Sud, nella manifestazione promossa dalla Cgil.

“Sul contratto c'è scritto che dopo la pandemia siamo fuori”

“Abbiamo accettato un contratto a tempo determinato di 6 mesi per la pandemia rinnovabile di altri 6 mesi – racconta a Fanpage.it Silvia Mauro, operatrice socio-sanitaria dell'Ospedale Cardarelli – Io ero idonea di un altro concorso per tempo indeterminato. Ma sul mio contratto c'è scritto ben in evidenza che nel momento in cui dovesse finire la pandemia, noi dal giorno dopo siamo fuori. Molti miei colleghi sono morti, è triste essere trattati così, è triste leggere su un contratto che appena finisce l'emergenza siamo senza lavoro. Siamo stanchi non ci crediamo più. Ci sono reparti con due infermieri e un Oss, ma in reparti di 32-34 persone. Chi subisce sono i pazienti, gli ospedali non vanno chiusi ma aperti”.

“Eravamo eroi, oggi siamo abbandonati”

Stessa situazione quella di Marco De Simone, infermiere precario nel reparto di terapia intensiva Covid del Cardarelli: "Ci sentiamo abbandonati e dimenticati – spiega – prima etichettati come eroi e salvatori, ma quando si è trattato di riconoscere la nostra professionalità non è stato fatto. Basta precariato, è una battaglia non solo nostra ma per tutti i cittadini. Chiediamo rispetto per la nostra professione. Chiediamo una migliore sanità per noi e i cittadini”.