Vincenzo De Luca nega da giorni che le terapie intensive degli ospedali di Napoli siano in sofferenza a causa del Covid, Luigi De Magistris  da giorni minimizza sul fatto che si debba chiudere il lungomare di Napoli (e non solo) per evitare la fiumana di gente in strada nei giorni di fine settimana. «L'alibi non regge e l'evidenza sfugge», canterebbero i Cccp. L'evidenza sfugge a sindaco di Napoli e presidente della Regione Campania, non sfugge a tanti cittadini che in un modo o nell'altro, telefono cellulare alla mano, documentano quello che vedono. Esattamente come accade in qualsiasi altra parte del mondo. Dunque se ci sono migliaia di persone in strada a passeggio incuranti di ogni norma anti-assembramento, ecco i video. Ma pure se ci sono file di ambulanze o di auto davanti agli ospedali i video sui social spuntano come funghi dopo una pioggia.

Oggi abbiamo raggiunto un livello mai visto: un uomo ha girato un filmato documentando di aver trovato nell'ospedale Cardarelli di Napoli un paziente privo di vitasospetto Covid in Osservazione breve intensiva – che è purtroppo morto in bagno.

Che un uomo muoia in ospedale è purtroppo nel novero, ma il filmato non fa vedere solo questo. Mostra numerosi malati ammassati, scomposti, in condizioni pietose non solo per il loro stato ma anche per la prossimità delle lettighe e per l'estremo degrado degli ambienti ospedalieri, più somiglianti ad un lazzaretto, ad una astanteria da Guerra Mondiale che ad un ospedale europeo nell'anno 2020, quasi 2021.

Il caso degli ospedali della Campania

Nella serata di oggi siamo arrivati a due punti di svolta. Il primo è sugli ospedali: si è conclusa l'ispezione dei tecnici mandati dal ministro della Salute Roberto Speranza a Napoli per stabilire se davvero la Campania deve andare in zona arancione o in zona rossa per alto rischio Covid. Sembrava finita qui. E invece, in serata, il devastante video dal Cardarelli è arrivato anche sui cellulari a Palazzo Chigi. Peserà, eccome, sulle scelte relative alla Campania.

Pazienti asintomatici e posti letto attivabili

Ci sono due questioni, due definizioni coniate in Campania che peseranno sulle valutazioni del governo. La prima definizione è: «pazienti asintomatici». Il bollettino dell'Unità di crisi della Campania ogni giorno riporta sempre un altissimo numero di pazienti asintomatici, cioè senza sintomi Covid. Gente che quindi può restare a casa a curarsi. Ma è vero questo numero? Ma come si fa a stabilire con precisione chi oggi, domani e dopodomani era asintomatico e poi invece inizia ad accusare i problemi del Covid (febbre, dispnea, spossatezza e così via) e magari deve ricorrere alle cure ospedaliere? Come si fa- si chiedono gli ispettori del ministero – visto che il tracciamento dei contatti e il monitoraggio dei malati da parte di medici di base e Aziende Sanitarie Locali della Campania è totalmente saltato da mesi?

L'altra definizione ritenuta meritevole di approfondimento è «posti letto attivabili» che fino a qualche giorno fa venivano inseriti nel bollettino e poi sono misteriosamente spariti lasciando il campo alla dicitura «posti disponibili». Oggi Nas e ispettori ministeriali hanno acquisito non solo le procedure standard di ospedali e asl ma anche i numeri di questi posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva e di degenza. Ci sono i letti e i respiratori per i malati gravi? E ci sono i medici anestesisti-rianimatori e gli infermieri necessari a dichiarare quel posto letto un vero posto letto di terapia intensiva Covid?

De Luca può presentare tutti i numeri che vuole ma fino a quando pioveranno video su video, e testimonianze su testimonianze. sarà difficile far passare la sanità campana per quel "miracolo" di cui si parlava a maggio. Dunque cosa si fa? Intanto oggi il premier Giuseppe Conte dopo la riunione coi capi delegazione a Palazzo Chigi ha parlato proprio del caso-caos Napoli e Campania: «Siamo lo Stato e se ci sono segnalazioni diffuse di criticità  sulle strutture sanitarie della città di Napoli serve dare un segnale».

Il venerdì 13 della Campania potrebbe essere davvero un giorno dell'orrore, perché entro il lunedì successivo quasi 6 milioni di persone potrebbero finire in lockdown / zona rossa o comunque fortemente limitati negli spostamenti con la zona arancione. Si valuta la possibilità di aprire nuovi Covid hotel e rafforzare la presenza di Esercito e Protezione Civile a partire proprio dal capoluogo campano. Il problema sono i tempi. Coi tempi di realizzazione di queste strutture potrebbero non essere utili all'immediato. Si noti un particolare: Conte parla di Napoli, non della Campania. Veniamo così alla seconda criticità: la folla, gli assembramenti. L'ammuina incontrollata.

Il piano anti-assembramenti di Napoli

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris sta annunciando nelle frequenti apparizioni tv, sempre per venerdì un «ampio provvedimento» che non si fermerà alla chiusura di singole strade. Avrebbe dovuto farlo la scorsa settimana e nelle ultime due riunioni in Comitato sicurezza in prefettura non è stato granché propositivo, riferisce chi ha preso parte alle riunioni. Ora però Esercito e Protezione Civile potrebbero arrivare anche con la missione di chiudere alcune delle principali strade  della città, predisponendo quindi di una zona di limitazioni che potrebbero non limitarsi a bloccare strade e spostamenti ma anche a ridurre l'apertura dei negozi, in vista del fine settimana.