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Covid 19
22 Ottobre 2021
13:33

Cotugno di Napoli, oltre il 92% dei ricoverati non è vaccinato contro il Covid

Secondo quanto riferito da Maurizio Di Mauro, direttore dell’Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli, oltre il 92% delle persone attualmente ricoverate all’ospedale Cotugno di Napoli non sono vaccinate. «La situazione al Cotugno è stazionaria – ha spiegato Di Mauro – abbiamo un numero di posti letto occupati intorno al 60%».
A cura di Federica Grieco
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Oltre il 92% delle persone attualmente ricoverate all'ospedale Cotugno di Napoli non sono vaccinate. Ad affermarlo è Maurizio Di Mauro, direttore dell'Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli. «La situazione al Cotugno è stazionaria – ha spiegato Di Mauro – abbiamo un numero di posti letto occupati intorno al 60%». Si registra, quindi, un calo della tensione nell'ospedale partenopeo, dove però il dato sulle persone positive al Covid ricoverate e non vaccinate fa riflettere: «si vede chiaramente l'importanza del vaccino».

«C'è esigenza di una terza dose per alcune persone»

Un altro aspetto che desta preoccupazione, giunti a questo punto della campagna di vaccinazione, è il verificarsi di un calo dell'immunità nel tempo. «Questo avviene – ha spiegato il direttore generale dell'Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli ai microfoni dell'emittente radiofonica napoletana Radio Crc – con molti vaccini che richiedono un richiamo». Di Mauro però ha anche rassicurato: «non abbiamo avuto casi gravi di reinfezioni a soggetti con due dosi, quindi una certa copertura rimane. Ma c'è esigenza di una terza dose per alcune persone».

Oltre alla vaccinazione, che resta uno strumento fondamentale per poter piegare la curva dei contagi e permettere un ritorno alla normalità, Di Mauro spiega che resta necessario continuare a seguire quei comportamenti richiesti durante un periodo di emergenza sanitaria: «Vaccinarsi ma continuare anche a fare attenzione con mascherine e distanziamenti». Come ricordato dal direttore dell'Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli: «dobbiamo evitare ricadute nell'emergenza che, come vediamo in altre parti del mondo, può avvenire».

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