Tre pezzi o addirittura cinque pezzi al costo di un euro. Cinque snack che di solito dal tabaccaio o al supermercato costano un euro cadauno improvvisamente vengono, per pochi giorni, svenduti, per riempire la Calza della Befana il 6 gennaio. Com'è possibile? Qualcuno decide improvvisamente di iniziare "in perdita" vendendo sottocosto o c'è dell'altro?
Lo scorso anno Fanpage.it con una mini-inchiesta con telecamera nascosta aveva mostrato come dietro il mondo delle bancarelle dell'Epifania si nascondesse lavoro nero, evasione fiscale e spesso prodotti alimentari conservati e ceduti in spregio alle più elementari norme igenico- sanitarie.

Oggi emerge un nuovo video, girato in Campania, piuttosto inquietante che sarà allegato ad una interrogazione parlamentare del deputato del Movimento 5 Stelle Luigi Iovino. Il filmato mostra una persona intenta a rimuovere i talloncini con la data di scadenza («consumare entro») da un noto snack venduto nei supermercati, nelle tabaccherie, nei distributori e ovviamente presenza fissa nella Calza della Befana, ricca di dolciumi.

Una persona è intenta a fare questo lavoro e un'altra chiede il perché e con tono perentorio fa capire che non è d'accordo. «No, ma non succede niente…e poi io sono comandato, me lo ordinano», dice l'altro. Doveroso precisare ovviamente che l'azienda alimentare produttrice del noto snack in casi di questo genere è parte offesa.

Scrive il parlamentare campano, annunciando una interrogazione alla Camera:

“Da diversi giorni sta girando attraverso numerosissime chat un video che mostra un uomo di spalle mentre, munito di forbici, provvede a tagliare le indicazioni relative alla data di scadenza a snack di una nota marca, per poterli reimmettere sul mercato attraverso punti vendita al dettaglio. Ad ascoltare le parole dei due interlocutori del video in questione, si tratterebbe di prodotti scaduti già da mesi, dunque che sarebbero dovuti essere già tolti dal mercato, che saranno invece rivenduti a una clientela composta per la gran parte di consumatori minorenni, soprattutto in occasione dell’Epifania, con conseguenze inevitabili sulla salute di molti bambini.

Presenterò un’interrogazione  per chiedere al Governo di intraprendere una serie di iniziative, con il coinvolgimento anche della magistratura, per risalire a eventuali organizzazioni alle spalle di questo squallido mercato e per avviare una serie di azioni, tra spot e qualunque genere di comunicazione, tese a mettere in guardia i consumatori da prodotti che non presentino determinate indicazioni o contrassegni relativi alla produzione e alla scadenza. Dietro a questo mercato c’è gente senza scrupoli, per questa ragione va fermata con ogni mezzo, cominciando col boicottarne gli affari attraverso una mirata campagna informativa”.