Coronavirus, riapertura scuole Napoli, i sindacati: “Mancano 20 aule e 55 educatrici”

Mancano 20 aule tra asili nido e scuole dell'infanzia e circa 55 istruttori socio-educativi, a Napoli per poter aprire in sicurezza l'anno scolastico 2020-21, nel rispetto delle regole anti-Covid19. A lanciare l'allarme è la Cisl Fp di Napoli, tramite il coordinatore cittadino Agostino Anselmi: “Il Comune di Napoli non ha fatto nessun potenziamento di istruttori socio-educativi – spiega – come ha deciso il Governo, ma ha semplicemente confermato lo stesso organico dell'anno scorso. Ci sono appena 28 educatrici a tempo indeterminato, ne occorrerebbero almeno altre 55. Mentre circa 20 aule che l'anno scorso il Comune ha ceduto allo Stato quando ha deciso di non aprire 5 scuole dell'infanzia. Servono anche più bidelli, lettini per i bimbi che dormono in asilo, che in alcuni casi sono costretti a dormire nei passeggini portati dai genitori. Mancano, infine, in tutte le scuole, gli istruttori direttivi scolastici di categoria D che sono le figure che devono dirigere ogni singola scuola”. Per questo la Cisl Fp chiede al Comune di “istituire da lunedì 24 agosto un tavolo permanente "non stop" affinché si possano scongiurare intoppi organizzativi che compromettano la ripartenza delle attività scolastiche ed educative”.
La Cisl Fp: “Assumere istruttori socio-educativi per riaprire le scuole”
La riapertura dell'anno scolastico 2020-21 è vicina. La data fissata in Campania, salvo imprevisti, è il 14 settembre prossimo. “Ma il 29 agosto – spiega Anselmi – è prevista una riunione del Comitato Tecnico Scientifico per analizzare gli indici epidemiologici con un bilancio regione per regione sulla curva dei contagi. E quindi per ulteriori valutazioni su misure da adottare per la prevenzione e contrasto al contagio. Inoltre, la Regione Campania può, per competenza territoriale, esprimersi con ulteriori disposizioni e misure rispetto al protocollo nazionale di salvaguardia sanitaria. Il Comune di Napoli, invece, con l'acquisizione del Protocollo di Sicurezza per i servizi educativi all'infanzia (segmento 0-6 anni) è tenuto a convocare le rappresentanze sociali per la stesura delle misure e delle disposizioni operative, nonché del documento di valutazione di rischio.
“Siamo preoccupati per l'imminente riapertura delle scuole comunali – aggiunge Anselmi – Troppi nodi urgenti mai sciolti potevano essere già affrontati perché non vincolati a scelte nazionali o regionali. Come strumento di contenimento e contrasto al contagio Covid- 19, ampiamente condiviso a tutti i livelli istituzionali, si deve prevedere un corposo potenziamento del personale, con assegnazione precisa ai plessi in modo da garantire la sicurezza e l'adeguata sostituzione del personale in caso di assenze o congedi”.
Tra le altre richieste al Comune del sindacato: “Dpi a disposizione (quantità giornaliere e modalità di utilizzo) come previsto dalle normative; personale responsabile della sicurezza sanitaria e del rispetto delle misure per l'emergenza Covid-19, nelle scuole comunali; misurazione della temperatura per i bambini e accompagnatori, per il personale educativo, per il personale amministrativo, per il personale esterno; ipotesi test sierologici o tamponi, per il personale in servizio; riorganizzazione e utilizzo degli spazi; misure di igienizzazione e sanificazione dei locali e dei materiali, a partire dal personale preposto a tale servizio; procedure di mobilità, a partire dai dipendenti "perdenti posto" costretti a cambiare sede operativa perché il plesso o il servizio è stato chiuso per l'a.s. 2020/2021”.