Il seminterrato dove è stato sequestrato l’alcol
in foto: Il seminterrato dove è stato sequestrato l’alcol

Sarebbe stato usato per produrre dei liquori di contrabbando, imbottigliati in modo da ricordare marchi famosi, servirà invece per produrre degli igienizzanti anti Covid: è stato donato al Policlinico Federico II di Napoli l'alcol etilico, circa mille litri, sequestrato dalla Guardia di Finanza in un deposito clandestino in provincia di Napoli.  La consegna è avvenuta oggi, 23 luglio, su disposizione della Procura della Repubblica di Nola.

Il sequestro risale al luglio 2019, quando il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli fece irruzione nel seminterrato di una abitazione di Mariglianella, di proprietà del titolare di una fabbrica di liquori. L'uomo, avevano appurato i militari, utilizzava quei locali come deposito e come distilleria clandestina, usando alcol di contrabbando per il quale non erano state pagate le relative tasse. Immessi sul mercato, quelle bottiglie avrebbero fruttato diverse migliaia di euro.

Sette mesi dopo è arrivata la pandemia di coronavirus, che ha fatto schizzare alle stelle la richiesta di disinfettanti con conseguenti problemi nel rifornimento proprio vista la scarsità di alcol etilico. Il grosso carico era ancora stipato nei depositi delle Fiamme Gialle e così il Nucleo ha chiesto l'autorizzazione all'Autorità Giudiziaria: avrebbero potuto regalarlo a un ospedale per far sì che venisse utilizzato per produrre igienizzanti.

Interpellate le strutture del territorio, l'ok a ricevere l'alcol era arrivato dal direttore dell'Unità Operativa Complessa Farmacia Centralizzata dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico Il di Napoli. Alle ultime formalità ci ha pensato la Procura di Nola, disponendo il dissequestro del prodotto e la devoluzione gratuita al Policlinico.