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Continua la protesta dei “somministrati” a Napoli: presidio dei precari in piazza Bovio

I lavoratori somministrati manifestano a Napoli. In piazza Bovio, sotto la sede Adecco, i precari chiedono garanzie, rispetto e percorsi di internalizzazione.
A cura di Vincenzo Cimmino
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La manifestazione di oggi, 23 giugno, in piazza Bovio
La manifestazione di oggi, 23 giugno, in piazza Bovio

Continua a Napoli la protesta dei "somministrati", i lavoratori assunti da un'agenzia per il lavoro e inviati a svolgere le proprie funzioni presso un'altra azienda. A guidare la manifestazione, nel capoluogo napoletano come a Milano, i sindacati Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uiltemp Uil. A protestare in piazza Bovio oggi 23 giugno sotto la sede della Adecco, agenzia per il lavoro che si occupa anche di somministrati, sono donne e uomini occupati nelle strutture periferiche di Prefetture e Questure. Loro, a partire dalle 9,45, hanno distribuito dei volantini in cui spiegavano le proprie ragioni.

La protesta dei somministrati a Napoli

Sono in stato di agitazione perché, si legge sui manifesti, "le agenzie per il lavoro Adecco e Randstad hanno deciso di bloccare la proroga tecnica dei nostri contratti (in scadenza a fine giugno), già firmata dal Ministero dell'Interno, facendo ricordo al Tar che potrebbe far chiudere subito l'appalto". Si tratta di 1.100 dipendenti in somministrazione a rischio in tutt'Italia, in Campania se ne contano circa cento che dal 2020, nella sola regione campana, hanno consentito di avviare oltre 20mila pratiche di emersione dal lavoro nero di colf e badanti.

"Chiediamo", continua il foglio, "il ritiro del ricorso da parte di Adecco e Randstand, la proroga dei contatti fino alla nuova data, il rispetto del nostro lavoro e della funzione pubblica che svolgiamo e l'avvio immediato di percorsi di internalizzazione nel Ministero dell'Interno". In pericolo, infatti, non sarebbero soltanto le centinaia di posti di lavoro, ma anche la possibilità di garantire servizi essenziali per l'immigrazione, che altrimenti rischierebbero la paralisi. I lavoratori, prosegue la nota, "da anni gestiscono il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno e le pratiche di regolarizzazione".

"La loro attiva è essenziale per un paese civile"

"Il personale", hanno dichiarato i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil , "sta correndo il rischio di diventare strumento di ricatto all'interno di un contenzioso tra le Agenzie del lavoro, di cui sono dipendenti, e il Ministero. Il personale infatti opera da anni come "somministrati", nelle Prefetture e Questure in condizioni di estrema insicurezza contrattuale, con proroghe continue anche di pochi mesi, e non è accettabile che venga trattato come mero strumento di potenziale profitto. La loro attività garantisce un servizio essenziale per il godimento dei diritti civili e sociali della persona straniera sul nostro territorio, e rappresenta quindi un importante presidio di legalità senza il quale i procedimenti amministrativi legati all'immigrazione, tra cui i più importante sono il rilascio dei permessi di soggiorno e il loro rinnovo, avrebbero tempi inaccettabili per un paese civile".

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