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Elezioni Regionali 2025

Consiglio regionale, sui presidenti di commissione manca l’accordo. Fico invia Casillo a trattare coi partiti

Per le Commissioni regionali non c’è ancora l’accordo. Sarà Casillo a dover mediare coi segretari regionali del campo largo. Il 21 gennaio Fico presenta la sua giunta in Aula.
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Nella foto ricordo della prima riunione 2026 ci sono i dodici presidenti dei gruppi consiliari regionali, il presidente dell'Aula campana Massimiliano Manfredi, il vicepresidente della giunta regionale Mario Casillo. Quattordici persone, tutti uomini e già qui c'è un problema politico evidente.  Ma non è l'unico emerso durante la conferenza d'esordio dei Presidenti dei Gruppi consiliari in questa legislatura. All'ordine del giorno c'è la seduta di Consiglio numero due, quella durante la quale il governatore Roberto Fico presenterà la giunta ai 50 eletti: si terrà mercoledì 21 gennaio 2026, dalle ore 11. Di seguito, vi sarà il prosieguo del dibattito sulle linee programmatiche del governo regionale illustrate da Fico nella seduta di insediamento.

La riunione dei capigruppo con Casillo e Manfredi
La riunione dei capigruppo con Casillo e Manfredi

Senza commissioni niente bilancio. Fico sferza la maggioranza

«Domani procederemo con l'insediamento dell'Ufficio di Presidenza e, nei prossimi giorni, della Giunta delle Elezioni e della Giunta per il Regolamento Interno» spiega Manfredi, che ha espresso l'auspicio «di poter insediare le Commissioni consiliari nel più breve tempo possibile». L'auspicio ci sarà pure, ma ad oggi non vi è nemmeno l'ombra d'un accordo: molti gruppi di maggioranza  (Avs, "Casa Riformista", lista Fico, ad esempio) non hanno volutamente ancora indicato i consiglieri per le otto commissioni permanenti poiché insoddisfatti dell'accordo del "campo largo", a loro dire troppo squilibrato verso Pd, M5s e deluchiani di "A testa alta".  Le commissioni però servono, eccome: sanciscono la piena operatività dell'assemblea legislativa campana e consentono di mettere in cantiere la legge di Bilancio, appena la Giunta ne varerà la proposta.

Il presidente Fico sferza la maggioranza: «Tra le deleghe che ho mantenuto c’è quella al bilancio – dice -. È una scelta dettata dal senso di responsabilità che questo momento richiede, in una fase delicata in cui la Regione opera in esercizio provvisorio.Dietro ad ogni scelta economica ci sono servizi, diritti e opportunità da garantire.«

Le richieste dei partiti: tutti vogliono Sanità e Trasporti

Qualcosa, piano piano, si muove. Almeno emergono, seppur sotto traccia, le richieste dei partiti. Il Pd punta alla presidenza della commissione Sanità, contesa con i renziani di "Casa Riformista" ma anche col Movimento Cinque Stelle; i deluchiani a quella Trasporti (cui punta Luca Cascone) che però è ambizione anche di Lista Fico che potrebbe lì inserire il suo capogruppo Nino Simeone. La lista del presidente potrebbe avere in alternativa la commissione Bilancio. Il Partito Socialista punta alla presidenza della commissione Attività produttive, Alleanza Verdi e Sinistra alla commissione permanente Ambiente.

Il ruolo di Mario Casillo: delegato da Fico a mediare

Ci fa il vicepresidente con delega ai Trasporti Mario Casillo nella foto dei quattordici? Emerge, a poche ore dal suo insediamento a Palazzo Santa Lucia, anche la sua funzione di raccordo politico col Consiglio. Casillo è stato spedito all'isola F13 del Centro direzionale per mediare. E lo farà non solo coi capigruppo ma anche coi segretari regionali del campo largo.

L'analisi di Piave Agency: col Manuale Cencelli sarebbe andata così

Gian Piero Travini, analista politico di "Piave digital agency" ha immaginato gli equilibri usando il vecchio metodo da Prima Repubblica, il Manuale Cencelli, ovvero quella formula politica per la spartizione di cariche pubbliche e incarichi di governo tra correnti o partiti di una coalizione in base al loro peso elettorale nata alla fine degli anni Sessanta:

«La partita delle Commissioni potrebbe teoricamente riequilibrare parzialmente quanto fatto da Fico con le nomine in Giunta. In giunta il M5s ha ‘raddoppiato’ il proprio peso rispetto ai seggi conquistati. Chi ne ha fatto le spese è il Pd, che con le logiche del Manuale Cencelli avrebbe avuto diritto almeno a una delle superdeleghe in questo momento nelle mani di Fico. Per riequilibrare la partita, il Pd dovrebbe avere 4 presidenze di Commissione con almeno due deleghe pesanti – Bilancio e Sanità -, "A testa alta", Psi  e "Casa riformista" una. Un'ultima commissione potrebbero giocarsela la lista Mastella, Avs, la lista Fico e lo stesso M5. Per estensione, considerando "A testa alta" nel solco Pd, si potrebbe distribuire un’ulteriore commissione alla lista di Mastella e AVS, in un accordo tra Fico, M5s e Pd per non penalizzare gli alleati.

Paradossalmente, questa distribuzione non è da Cencelli, ma andrebbe a riequilibrare il presidenzialismo forte con coalizione compensata della Giunta: l’equilibrio di coalizione non si basa sugli equilibri di forza, ma sul potere incontrastato del Presidente Fico che ha in dotazione ben due superdeleghe. Se la giunta fosse stata equilibrata, il manuale Cencelli per le Commissioni ne prevederebbe 2 per il Pd (con una superdelega), 1 con superdelega per il M5s, 1 da dare tra AVS e Mastella e 1 a ciascun alleato rimanente».

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