Congresso Pd Napoli, niente segretario unitario: è sfida Dinacci-Di Nocera. Con possibili ricorsi

I dispositivi firmati dall'organizzazione del voto per il congresso del Partito Democratico di Napoli dispongono, accolgono ma soprattutto rimandano.
Il termine per la presentazione delle candidature alla segreteria metropolitana del Pd partenopeo è stato infatti rinviato tre volte nella stessa giornata: dalle 18 alle 21, poi alle 23.
Rinvio è la parola chiave: la scadenza per il congresso metropolitano di Napoli era già stata prorogata per ben cinque volte, sfiorando lo stallo che conduce direttamente al commissariamento.
L'importanza del segretario metropolitano Pd in questa fase
Perché è così importante e contesa la poltrona di segretario metropolitano, ovvero del successore di Peppe Annunziata, al vertice del principale partito politico di Napoli e della Campania?
All'orizzonte ci sono elezioni Amministrative – quest'anno – nella provincia di Napoli e Politiche, se tutto va bene, nel 2027. Chi avrà un peso nella selezione delle candidature se non (anche) il capo del partito in città?
A questo giro si cercava di replicare l'accordo unitario in Campania, quello per intenderci che ha portato all'elezione di Piero De Luca quale segretario e di Teresa Armato come presidente regionale. Il patto era quello di cedere all'area del "correntone" Schlein la segreteria provinciale partenopea.
Il caso di Fiola, firme senza candidatura
Niente da fare: al momento non c'è questo accordo e quindi ci sono due candidature alla segreteria del partito. Sarebbero potute essere perfino tre: Bruna Fiola, consigliera regionale, figlia di Ciro, potente capo della Camera di Commercio, si è presentata al provinciale con le firme sufficienti ad una candidatura.
Fiola preme molto per avere la guida della commissione consiliare regionale Sanità. Alla fine ha desistito e non ha presentato nulla ma nella burrascosa serata è dovuto intervenire anche Igor Taruffi, responsabile nazionale organizzazione del Pd, braccio destro della segretaria Elly Schlein, per richiamare tutti almeno alla calma.
Le due candidature al congresso Pd Napoli
Dunque, quali sono queste due candidature? La prima era scontata: Francesco Dinacci, attuale presidente provinciale del partito, in quota Articolo 1 (è l'area del correntone Schlein che fa riferimento all'ex ministro Roberto Speranza e a Pier Luigi Bersani).
Dinacci è il favorito. Ha il sostegno di Marco Sarracino (correntone Schlein, riferimento dell'area di Andrea Orlando) e il sostegno, sulla base del patto di cui sopra, di Mario Casillo, attuale vicepresidente della Regione Campania. Lello Topo, europarlamentare, altro maggiorente del Pd a Napoli e provincia, non è convinto di Dinacci: non lo giudicherebbe in grado di gestire la fase che si para davanti, ovvero le Amministrative e le Politiche.
L'altra candidatura è Nora Di Nocera, esponente Pd di Castellammare di Stabia. È sostenuta da Enza Amato, presidente del Consiglio comunale di Napoli, prima dei non eletti in Regione Campania, amareggiata per essere stata marginalizzata nel Pd partenopeo.
I rinvii delle candidature e il rischio ricorsi

Nel Pd non si può mai star tranquilli, quindi un ricorso alle candidature è possibile. La prima ad essere stata presentata è stata quella di Di Nocera. Poi quella di Dinacci. Scrive il piddino Alessandro Gallo, che ha presentato la sua candidatura: «Alle ore 17.50 di oggi ho avuto l'onore di presentare l'unica candidatura ufficiale alle prossime elezioni della Segreteria Metropolitana del PD di Napoli. Il dispositivo votato e approvato dalla Direzione Regionale del Partito Democratico della Campania, ha concesso fino alle ore 18 di questa sera 23/01/2026, la possibilità di presentare le candidature. Ho lasciato i locali della Segreteria alle ore 18.30, consapevole del fatto che entro i termini stabiliti, non è stata presentata nessuna candidatura».
E invece, c'è un altro dispositivo di rinvio – datato, ma senza orario – in cui viene prorogato il termine per presentare candidature alle ore 23, con tanto di errore materiale nella stesura, corretto da un'altra mano. Tanto, per alcuni, potrebbe bastare ad un ricorso del duo Di Nocera-Amato.