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Famiglia che vive nel bosco

Con la gita di Rita De Crescenzo a Palmoli, la storia della famiglia del bosco è entrata nel ridicolo

La vicenda che agita il sonno di Meloni, Salvini, Tajani e La Russa ieri ha raggiunto il massimo del minimo quando al coro di governo si è aggiunta la tiktoker Rita De Crescenzo.
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In Italia tiene banco la strana vicenda della «famiglia che vive nel bosco», genitori e tre figli che da settimane si sono guadagnati – con buona pace di tutto ciò che accade nel mondo – l'attenzione spasmodica della premier Giorgia Meloni, dei due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, della seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Ignazio La Russa, nonché di talk show tv sia Rai che Mediaset.

Ieri la vicenda ha raggiunto il massimo del minimo, quando a Palmoli, antico paesino abruzzese di ottocento e passa anime in provincia di Chieti, si è presentata, col codazzo di telecamere e smartphone immancabilmente in streaming, la controversa tiktoker napoletana Rita De Crescenzo, conosciutissima ai più (tranne ai messi notificatori dell'Agenzia delle Entrate, gli unici a non sapere dov'è, a quanto pare).

Voleva portare conforto, Rita De Crescenzo, non si sa bene a chi, visto che non ha nemmeno incontrato i due genitori dell'anno, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, limitandosi a stazionare in zona, manco fosse a Lourdes.

In compenso è stata ricevuta al Comune dal sindaco Giuseppe Rosario Masciulli come un'autorità locale, insieme a tale Piergiovanni Gallerati,  professione venditore di materassi, nonché influencer locale e orgoglio abruzzese. Chiosa finale del De Crescenzo-pensiero, letteralmente, senza correggere gli errori: «Non volevo fare i video ma mi anno detto di farli e publicare e dare voce a sta storia e che presto si possa risolvere a riportare i bambini a casa». Lo scivolamento verso il ridicolo è cosa fatta.

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Giornalista professionista, capo cronaca Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo alla LUMSA. È autore del libro "Se potessi, ti regalerei Napoli" (Rizzoli). Ha una newsletter dal titolo "Saluti da Napoli". Ha vinto il Premio giornalistico Giancarlo Siani nel 2007 e i premi Paolo Giuntella e Marcello Torre nel 2012.
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