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Caso Boccia-Sangiuliano

Caso Boccia, la Procura di Napoli chiude le indagini. L’accusa: laureata in Economia con tesi copiata al 91%

Procura di Napoli contesta all’imprenditrice Maria Rosaria Boccia plagio e falsa dichiarazione per la tesi di laurea all’Università Pegaso. L’ateneo è parte lesa e si costituirà parte civile.
Maria Rosaria Boccia, 43 anni a luglio
Maria Rosaria Boccia, 43 anni a luglio
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Concluse le indagini sul caso che riguarda la laurea di Maria Rosaria Boccia, 43 anni il prossimo luglio, l'imprenditrice di Pompei che per un periodo è stata legata all'allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano di Fratelli d'Italia. L'atto è stato depositato oggi al Tribunale di Napoli, sezione Sicurezza dei Sistemi Informatici.

La Procura le contesta due ipotesi di reato, entrambe legate alla sua tesi di laurea presso l'Università "Pegaso". È stato l'ateneo telematico a sollevare il caso, con un esposto-denuncia, considerandosi chiaramente parte lesa in questa vicenda. A quanto apprende Fanpage "Pegaso"  si costituirà parte civile a tutela del buon nome dell'ateneo.

Ma cosa viene contestato a Boccia? L'accusa, in occasione dell'esame di laurea del Corso di Economia e Management, sostenuto in modalità telematica il 23 gennaio 2023, è questa: la donna avrebbe presentato come propria una tesi intitolata: "Sistema Sanitario Nazionale: luci e ombre di un’eccellenza italiana stretta dai vincoli della finanza pubblica". Un testo che, tuttavia, secondo la Procura, sarebbe attribuibile in larga parte, sia nel contenuto sia nel titolo, a un'altra studentessa, laureatasi all'università Luiss di Roma nell'anno accademico 2017/2018, con una tesi triennale dal medesimo titolo. Gli accertamenti avrebbero, attraverso un software ad hoc, rilevato un tasso percentuale di plagio pari al 91%. Di questo 91%, almeno il 70% proverrebbe, secondo l'accusa, dalla tesi attribuibile all'altra laureanda.

La contestazione è aggravata dal fatto che, sempre secondo il documento, da quell'elaborato sarebbe derivato il conseguimento del titolo di laurea. Il secondo capo d’accusa è quello in cui la Procura contesta una presunta falsa dichiarazione sostitutiva di certificazione. Il 19 dicembre 2022, quindi prima della laurea del 23 gennaio 2023, Boccia avrebbe sottoscritto una "Dichiarazione di originalità dell'elaborato", indirizzata all'Università Telematica Pegaso. In quella dichiarazione avrebbe attestato che la tesi era originale, autentica, frutto del proprio lavoro, non trascritta o copiata da altre sorgenti, salvo eventuali parti esplicitamente citate.

La Procura sostiene invece che tale dichiarazione fosse contraria al vero, alla luce degli accertamenti compiuti dalla Guardia di Finanza di Napoli e dalla stessa Università Telematica Pegaso, dai quali sarebbe emerso di nuovo il dato chiave: plagio al 91%, con almeno il 70% proveniente dall’elaborato dell'altra studentessa. Essendo chiusura delle indagini preliminari ora la difesa dell'imprenditrice potrà depositare memorie, produrre documenti, chiedere interrogatorio nel tentativo di smontare le accuse.

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