Caserta, morto il vescovo anticamorra Raffaele Nogaro: aiutava i poveri e chi sfuggiva alla schiavitù

Lutto a Caserta per la morte del vescovo emerito Raffaele Nogaro, da sempre impegnato nella lotta alla camorra e contro ogni forma di ingiustizia e al sostegno degli ultimi, dei poveri e dei bisognosi. Nella sua lunga carriera ecclesiastica aveva aiutato anche gli immigrati e chi sfuggiva alla schiavitù. Era nato il 31 dicembre 1933 a Gradisca, in provincia di Udine, in Friuli Venezia Giulia, e aveva compiuto 92 anni pochi giorni fa. Intellettuale e teologo, era in contatto con i Papi, da Papa Giovanni Paolo II, che l'aveva ordinato vescovo, fino agli ultimi pontefici Papa Francesco e Papa Leone. Amico del filosofo Massimo Cacciari.
"Carissimi fratelli e sorelle della Chiesa di Caserta – si legge in un messaggio della Diocesi di Caserta, firmato dall'arcivescovo Pietro Lagnese – con profondo dolore vi annuncio che qualche istante fa ha concluso la sua giornata terrena monsignor Raffaele Nogaro. Affidiamo padre Nogaro alla misericordia di Dio e ringraziamo il Signore per averlo donato a tutti noi".
Nogaro aveva preso i voti nel 1958 ed era stato consacrato vescovo negli anni Ottanta nella Cattedrale di Udine, per essere inviato prima a Sessa Aurunca nel 1982 e poi a Caserta nel 1990, della cui Diocesi dal 2009 era vescovo emerito. Si è spento nel pomeriggio di oggi, martedì 6 gennaio 2026. Ha sempre combattuto contro criminalità, violenza e corruzione, schierandosi contro la tratta degli immigrati e ogni forma di schiavitù. Vicino alle suore Orsoline di Casa Rut che assistono le giovani donne vittime di schiavitù.
