Carlo Puca nuovo assessore comunale all’Immagine di Napoli. Assessore al Pd, i Dem non trovano un accordo

«Sono di Sant'Antimo. Nonno Carlo comunista cossuttiano, papà Antimo che fu sindaco era comunista migliorista. Io sono riformista. L'evoluzione della specie, in pratica». Carlo Puca ridacchia, ma raccontando la sua storia in risposta a chi, dopo aver saputo che sarà assessore al Comune di Napoli, lo taccia di essere di destra, si fa serio: «So cosa è la destra, non sono di destra». Cinquantasei anni, giornalista uscito dalla buona nidiata del "Riformista" fondato da Claudio Velardi, poi redattore nel settimanale "Panorama" con Giorgio Mulè direttore, all'epoca in cui la rivista era della famiglia Berlusconi, Puca è anche autore di saggi e programmi tv e ospite frequente di molti talk televisivi di politica.
Per lui manca solo la formalità del decreto ma sarà assessore all'Immagine della città, una delega che molti vedono come «all'America's Cup», visto che l'immagine di Napoli sarà molto legata al grande evento del 2027. Curiosità: il Comune di Napoli non avrebbe mai potuto usare la parola «America's Cup» per definire un suo assessore, visto che è un marchio registrato.
Dunque, ad un anno dalla conclusione della sua prima consiliatura, Gaetano Manfredi decide di metter mano alla giunta. Il suo cacciavite non è compensativo di questa o quella velleità ma squisitamente politico. Puca è da anni l'uomo-ombra del sindaco, l'ha accompagnato durante le esperienze di governo – Manfredi fu ministro dell'Università nel 2019 – diventandone spin doctor nell'avventura a Palazzo San Giacomo.
Da qualche settimana però, il giornalista di Sant'Antimo è soggetto politico a tutti gli effetti, essendo il coordinatore campano di Progetto Civico, il grande progetto moderato promosso da Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi al Comune di Roma. L'obiettivo del sindaco è chiaro: farsi largo nell'area centrista napoletana, dove gli spazi si aprono sempre più e al tempo stesso restare disponibile quale possibile "federatore" di un campo larghissimo che guarda alle primarie del centrosinistra per le Politiche 2027.
Puca per tessere il dialogo sull'area di Bagnoli
Tornando ai fatti amministrativi: perché proprio ora la scelta di Puca? Manfredi deve dargli un ruolo politico più strutturato e sfruttare anche le sue capacità per tenere "d'occhio" quanto accade a Bagnoli, lì dove avverrà il grande evento velico. Il sindaco di Napoli sa che quello è un suo punto debole: la tensione in quella parte di città può dilagare e creare altro spazio per Luigi de Magistris che intanto sta tessendo in silenzio e seriamente la sua tela per le prossime Amministrative a Napoli. Puca dovrà tenere d'occhio ciò che fa il duo Attilio Auricchio e Dino Falconio a Bagnoli, chiaramente non in grado di strutturare un dialogo con la popolazione dell'area Occidentale.
C'è infine una questione di prospettiva. Se davvero Manfredi deciderà di ricandidarsi a Napoli, Carlo Puca potrebbe rappresentare una "punta" della squadra, insieme ad Edoardo Cosenza è attuale assessore alle Infrastrutture e forse anche a quel Mario Hubler già direttore di Bagnolifutura e capo della segreteria di Antonio Bassolino in Regione Campania, oggi direttore generale dei costruttori aderenti all'Acen.
I dolori del Pd Napoli: troppi nomi
Ma se tutto ha un senso, come mai non c'è ancora il decreto di nomina del nuovo assessore comunale? La risposta è una: il Partito democratico. Puca è in quota sindaco, il Pd vuole rimpiazzare la casella che gli spetta (era quella di Mancuso). Ma con chi? Il primo cittadino vuole un nome unitario, il Pd Napoli ad oggi non è in grado di dargliene uno solo.
Ieri si sono presentati a Palazzo San Giacomo in qualità di segretario provinciale Francesco Dinacci e Teresa Armato presidente regionale (nonché assessora). Sostanzialmente Dinacci ha chiesto tempo, ma Manfredi non attenderà molto: se si impantaneranno procederà con Puca.
I nomi sono molti, troppi: l'area che fa riferimento a Marco Sarracino puntava a Valerio Di Pietro; quella della Armato ad Anna Riccardi, quella che fa riferimento a Mario Casillo e Lello Topo all'ex segretario provinciale Dem Peppe Annunziata; Massimiliano Manfredi, presidente del Consiglio regionale, fratello del sindaco, dovesse spingere lo farebbe per il capogruppo comunale Pd Gennaro Acampora. In questa situazione chiaramente Dinacci dovrà trovare una sintesi molto complicata.
O potrebbe arrivare un aiuto a Roma, con una mossa come quella che portò Andrea Morniroli nella giunta regionale di Roberto Fico: ovvero farlo scegliere direttamente a Elly Schlein. Ma sarebbe uno smacco per un segretario fresco di elezione non trovare una sintesi su un assessore per un anno.
Forse anche per questo reazioni politiche alla vicenda non ce ne sono tante. Spicca l'unica, quella di Nino Simeone, capogruppo di Fico Presidente in Consiglio regionale e uomo del duo Manfredi-Cosenza: «Quella di Carlo Puca rappresenta anche un segnale significativo nella direzione del rafforzamento, a livello cittadino, provinciale e regionale, del "Progetto Civico" al quale stiamo lavorando insieme. Un progetto ancora in fase costituente, ma che già dimostra solidità, credibilità e la volontà di coinvolgere figure di qualità, e che ambisce a svilupparsi anche su scala nazionale»