Troppi ricoveri Covid al Cardarelli, occupati tutti i posti letto dedicati al Coronavirus, piene le terapie intensive ordinarie, tanto che per curare i pazienti che necessitano di continua assistenza "si è dovuto far ricorso all'utilizzo delle sale operatorie". A lanciare l'allarme è la direzione generale dell'Azienda Ospedaliera di rilievo nazionale "Antonio Cardarelli", in una nota del 18 gennaio 2021 all'Unità di Crisi regionale per l'emergenza Covid con ad oggetto: "Peggioramento quadro epidemico". Per i manager del più grande nosocomio partenopeo "potrebbe essere il segnale della terza ondata" Covid, ma "l'attuale quadro – scrivono – non risulta compatibile con una ulteriore ondata di nuovi casi”. A rischio "la tenuta dei servizi assistenziali". Difficoltà aumentate in questi giorni al Cardarelli a causa dei disagi all'Ospedale del Mare, dove si è verificato un crollo nel parcheggio, con molti pazienti trasferiti in altre strutture sanitarie.

Aumentati gli accessi in ospedale

"La situazione epidemiologica nel nostro Paese – scrivono nella nota il direttore generale Giuseppe Longo e il direttore sanitario Giuseppe Russo – sta mostrando ultimamente un peggioramento generale. L'indice nazionale di trasmissione è in aumento per la quinta settimana consecutiva e si attesa su un valore maggiore di uno. Tale peggioramento si osserva anche nella nostra Azienda Ospedaliera, in termini di numero di ricoveri di pazienti Covid positivi. L'incremento dei ricoveri si registra sia nell'area della degenza (semi-intensiva e ordinaria), sia nel numero degli accessi in pronto soccorso. In due settimane si è passati da un totale di circa 90-100 ricoveri ospedalieri di pazienti Covid positivi, a circa 150 pazienti ricoverati”.

“Terza ondata difficile da governare”

“Tale andamento epidemiologico desta non poche perplessità, in quanto potrebbe essere il primo segnale dell'inizio di un aumento della pressione, da parte della pandemia, sul servizio sanitario, e, pertanto, dell'avvio della terza ondata che a differenza delle precedenti risulterebbe ancora più difficile da governare a livello ospedaliero, in quanto risulta già saturo il tasso di occupazione dei posti letto Covid dedicati".

Terapie intensive piene, pazienti ricoverati in sala operatoria

"A tale critica situazione inerente l'attuale pandemia – prosegue la nota del Cardarelli – si associa il continuo flusso di pazienti ordinari (non Covid) anch'esso in incremento in questo ultimo periodo dovuto probabilmente sia agli aspetti stagionali sia probabilmente alle disfunzioni tecniche che hanno riguardato in questi giorni l'Ospedale del Mare. Infatti, si registra, a seguito dei numerosi accessi in emergenza-urgenza in Pronto Soccorso, una completa saturazione dei posti letto di terapia intensiva ordinaria".

Per far fronte alle continue esigenze assistenziali di alta intensità di cura si è dovuto far ricorso all'utilizzo delle sale operatorie. Ulteriore segnale negativo è fornito dal Pronto Soccorso e dall'Obi che risultano caratterizzati da alti tassi di occupazione".

“A rischio i servizi assistenziali”

“Dalla lettura dei dati di monitoraggio relativi agli accessi in Pronto Soccorso e Obi, delle terapie intensive, della degenza a media e bassa intensità, nonché dei casi dei pazienti Covid positivi ricoverati, si rileva una forte pressione che potrebbe mettere a rischio la tenuta dei richiamati servizi assistenziali e che l'attuale quadro non risulta compatibile con una ulteriore ondata di nuovi casi”.