La Campania resta zona arancione fino al 24 dicembre.  Lo ha deciso l'Unità di Crisi della Regione, riunita questa mattina, confermando le limitazioni già in vigore con l'attuale fascia di rischio che sarebbe decaduta a mezzanotte di oggi causa non rinnovo dell'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza.

E così, nuova ordinanza ma regionale: nell'atto, il numero 98 del 19 dicembre, firmato dal presidente Vincenzo De Luca, sono previste altre misure di prevenzione e contenimento del contagio da Covid-19 fino alla Vigilia di Natale. Per le attività di ristorazione sono previsti i ristori stabiliti a livello nazionale: quindi non ci saranno soldi della Regione.

«La Campania non cambia colore, rimane come è adesso: arancione. Fino al 24, poi si adottano le misure anti-Covid nazionali»: è questo il commento di De Luca, in riferimento al passaggio della regione, a partire da domani, in fascia gialla. Scade infatti, e non sarà rinnovata, l'ordinanza del ministro Speranza che l'aveva classificata in un'area di rischio più elevata.

Campania zona arancione dal 20 al 23 dicembre 2020

Confermate tutte le misure vigenti alla data odierna per effetto di disposizioni statali – ivi comprese quelle di cui all’art.2 del Dpcm 3 dicembre 2020 (cosiddetta “zona arancione”)  – nonché regionali (Ordinanza  n. 96 del 10 dicembre 2020 su controlli degli arrivi e limitazioni alla mobilità sul territorio regionale).

Divieto per i bar e gli altri esercizi di ristorazione, dalle ore 11 del mattino, di vendita con asporto di bevande alcoliche e non alcoliche.

Per tutto l’arco della giornata, divieto di consumo di cibi e bibite, anche non alcoliche, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, ivi comprese le ville e i parchi comunali;

Per tutti gli esercizi commerciali, obbligo di misurazione della temperatura corporea agli avventori all’ingresso dei propri locali e di inibire l’ingresso laddove la temperatura risulti superiore a 37,5 °.

Raccomandazione ai Comuni e alle altre Autorità competenti di intensificare la vigilanza e i controlli sul rispetto delle disposizioni vigenti, in particolare nelle zone della cosiddetta movida.

Raccomandazione ai Comuni ai fini dell'adozione, laddove necessario, di provvedimenti di chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, ai sensi delle disposizioni vigenti.

L'ordinanza 98 del 19 dicembre 2020 di De Luca in pdf

Le reazioni all'ordinanza di De Luca anticipata dal governatore a Pompei in mattinata e poi formalizzata con l'atto firmato dal governatore, sono state di scontento soprattutto fra i ristoratori che si stavano preparando ad aprire: molti hanno contattato giornalisti ma anche politici chiedendo il pdf ufficiale dell'ordinanza di De Luca per capire se davvero fosse così: «Eravamo pronti ad aprire» dice a Fanpage.it il titolare di uno dei principali esercizi del Lungomare Caracciolo. «È la mazzata finale al nostro lavoro, ma poi senza nemmeno avvisarci preventivamente. Così perdiamo soldi, tempo e dignità». In men che non si dica gli esercenti hanno organizzato una protesta sul lungomare di Napoli.

Stamane il governatore, a Pompei per una iniziativa istituzionale, aveva come al solito ironizzato sulle iniziative del  governo guidato da Giuseppe Conte: «Immagino  – aveva esordito rivolgendosi all'uditorio – che sarete tutti entusiasti delle misure del Governo, voi avrete capito più di me, io non ho capito niente. Si apre, si chiude, giallo, arancione, rosso, non si capisce niente – ha affermato – cerchiamo di essere responsabili, guardiamo la salute dei nostri figli, degli anziani, cerchiamo di non farci trascinare. È decisivo – ha concluso – essere responsabili in queste due settimane».

Poco dopo l'atto della Regione Campania è giunto quello del sindaco di Napoli Luigi De Magistris che ha individuato una cinquantina di siti "osservati speciali" , piazze strade, belvederi e lungomare che potrebbero chiudere in caso di assembramento