Caivano, mani fracassate e gettato in un terreno: la punizione allo spacciatore che vendeva in proprio

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A cura di Nico Falco
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Un collaboratore di giustizia racconta il retroscena di un duplice ferimento a Caivano: sarebbe legato a un’estorsione sulla vendita di cocaina.

Prima lo avrebbero picchiato, ordinandogli di consegnare tutta la cocaina in suo possesso, e poi, quando si sarebbe presentato in casa e avrebbe aperto il fuoco, lo avrebbero bloccato, gli avrebbero fracassato le mani con dei mattoni e lo avrebbero abbandonato in un terreno. A raccontare la vicenda, punizione per un pusher che vendeva cocaina in autonomia, è un collaboratore di giustizia, le dichiarazioni sono agli atti nell'ordinanza da 34 misure cautelari eseguite dai carabinieri questa mattina, 21 settembre, contro il gruppo criminale del "Bronx" di Caivano, che avrebbe gestito il sistema droga sotto l'influenza del capoclan Antonio Angelino, alias "Tibiuccio".

Il verbale risale al maggio 2022 e sarebbe il retroscena di un duplice ferimento avvenuto nel rione Bronx nell'aprile 2022, quando furono raggiunti da colpi di pistola al torace Alessandro Maugeri e Alfio Roberto Maugeri (quest'ultimo tra i destinatari dell'ordinanza di oggi), zio e nipote, entrambi trentenni. Per quella vicenda, nell'aprile 2023, un anno dopo, sono finiti in manette Luigi Natale, accusato di tentato duplice omicidio, e Alessandro Maugeri e Raffaele Zambella, entrambi per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e il secondo anche per detenzione di stupefacenti. L'estorsione, avevano ricostruito gli inquirenti, riguardava proprio la cocaina.

Secondo il collaboratore di giustizia, Raffaele Zambella aveva preso il posto di Pasquale Fucito (alias "il Marziano") e riforniva di cocaina tutte le piazze di spaccio di Caivano per conto di Angelino. Aveva però scoperto che un altro spacciatore, Luigi Natale stava vendendo cocaina senza il suo permesso. Per verificarlo gli aveva teso un tranello: gli aveva chiesto di procurargliene un chilo e, quando lui gliel'aveva portata, lo aveva picchiato intimandogli di consegnargli anche il resto della scorta.

Natale, però, era andato nell'appartamento dove si trovava Zambella e aveva cominciato a sparare, ferendo gravemente i due Maugeri. Quando la sua pistola si era inceppata, i presenti lo avevano bloccato, lo avevano picchiato, fracassandogli anche le mani con dei mattoni, e poi lo avevano gettato in un terreno; secondo il collaboratore gli avrebbero anche legato mani e piedi con delle fascette e avrebbero avuto intenzione di ucciderlo.

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