La droga dal Parco Verde al Bronx dopo l’omicidio di Antonio Natale: così è nato il nuovo gruppo criminale di Caivano

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A cura di Nico Falco
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Un nascondiglio della droga trovato dai carabinieri nel "Bronx" di Caivano (Napoli)
Il nuovo gruppo criminale di Caivano, retto da Raffaele Zambella, sarebbe sorto con lo spostamento di tutte le piazze di spaccio nel Bronx di Caivano e si sarebbe opposto alla richiesta del clan Ciccarelli di riportarle nel Parco Verde.

Il gruppo criminale che sarebbe stato guidato da Raffaele Zambella nel "Bronx" di Caivano avrebbe una data di nascita ben precisa: si sarebbe formato nell'ottobre 2021, quando la camorra si trovò davanti alla necessità di spostare tutte le piazze di spaccio del Parco Verde per l'eccessiva pressione investigativa. Il retroscena emerge dall'ordinanza da 34 misure cautelari eseguita dai carabinieri questa mattina, 21 settembre, contro il sistema droga del comune del Napoletano che sarebbe stato sotto l'influenza del capoclan Antonio Angelino, alias "Tibiuccio".

Episodio scatenante di quel trasferimento sarebbe stato l'omicidio di Antonio Natale, il 21enne scomparso nel nulla agli inizi di ottobre 2021. A seguito della denuncia sporta dai familiari, e dei sospetti che potesse essere stato vittima di lupara bianca (come poi accertato dagli eventi successivi), le forze dell'ordine avevano messo sotto pressione il sistema droga del Parco Verde, con continui pattugliamenti e appostamenti. E questo impediva la vendita degli stupefacenti.

Così, ricostruisce un collaboratore di giustizia, si sarebbe arrivati alla soluzione della delocalizzazione: Giovanni Ciccarelli, ai vertici del clan omonimo, e Raffaele Zambella si sarebbero accordati per spostare tutto nell'area del cosiddetto "Bronx", e di affidare la gestione a Zambella. Si sarebbe dovuto trattare di una decisione transitoria, ma le cose andarono diversamente: quando il corpo di Natale venne ritrovato, il 18 ottobre, Ciccarelli avrebbe chiesto che le piazze di spaccio tornassero all'interno del Parco Verde, ma Zambella si sarebbe opposto.

E a niente sarebbe valso anche l'intervento dell'Alleanza di Secondigliano (clan Contini, Mallardo e Licciardi), sollecitato da Ciccarelli, legato alla consorteria criminale dell'area Nord: alcuni camorristi di Giugliano sarebbero andati da Zambella per dirgli di spostare nuovamente le piazze di spaccio, minacciando una guerra contro il suo gruppo criminale.

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