4 Novembre 2022
7:55

Boschi distrutti per accedere ai fondi per l’agricoltura: l’affare della camorra nel Casertano

Il clan Sangermano utilizzava un sistema per accedere ai fondi europei sull’agricoltura: distruggeva boschi e li trasformava illecitamente in campi coltivati.
A cura di Nico Falco
Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

Il clan Sangermano, colpito dal blitz dei carabinieri messo a segno ieri mattina, aveva trovato un modo per mettere le mani sui soldi della Comunità Europea: acquistava boschi, anche sottoposti a vincolo paesaggistico, li distruggeva e li trasformava in campi coltivali, così da accedere ai finanziamenti a fondo perduto stanziati per l'agricoltura. È quanto emerge dalle oltre 1.500 pagine di ordinanza che hanno portato all'operazione contro il gruppo di camorra di San Paolo Belsito (Napoli) attivo nell'agro nolano e in parte della provincia di Avellino, radicato sul territorio al punto che, questo uno degli episodi ricostruiti dai militari, durante la processione della Madonna di Livardi, la statua era stata fatta "inginocchiare" davanti all'abitazione del boss.

Boschi distrutti dalla camorra per accedere ai fondi europei

Lo stratagemma è stato ricostruito dagli inquirenti, che hanno documentato l'acquisto di terreni da parte di personaggi legati al clan anche ad un prezzo superiore di quello di mercato nelle zone tra Mignano Monte Lungo, Conca della Campania e in varie altre località dell'Alto Casertano. Fondamentale per queste manovre, rilevano gli inquirenti, era l'apporto del commercialista Clemente Muto, anche lui tra i destinatari della misura cautelare eseguita ieri.

Gli indagati, scrive il gip riprendendo le parole del pm, "una volta acquisito il possesso di terreni in quella zona (terreni che presentano connotazione prevalentemente boschiva), li trasformano illecitamente in terreni coltivabili, procedendo ad estirpare illegalmente la vegetazione sottoposta al vincolo paesaggistico per sostituirla con intere piantagioni di noccioleti. Successivamente poi, per quegli stessi terreni, gli stessi indagati avviano la procedura per accedere ai finanziamenti a fondo perduto e ai contributi agevolati rivolti al settore dell’agricoltura. Infatti è proprio Nicola (Sangermano, ndr) a dire al suo interlocutore che in quei terreni, il fratello Agostino sta facendo tagliare il “bosco” mediante un escavatore poiché deve poi piantarvi noccioleti".

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