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Bimbo trapiantato, il cuore bruciato conservato in un comune contenitore di plastica

Il cuore bruciato trapiantato nel bimbo di 2 anni a Napoli fu conservato in un normale contenitore di plastica, invece che in quello sanitario. I Nas dei carabinieri a Bolzano per le indagini.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Il cuore bruciato trapiantato nel bimbo di 2 anni all'ospedale Monaldi di Napoli sarebbe stato trasportato da Bolzano in un comune contenitore di plastica rigida e non nel box sanitario utilizzato per la conservazione degli organi espiantati. È quanto sta emergendo nelle ultime ore dagli atti dell'inchiesta. I carabinieri dei Nas di Napoli negli scorsi giorni hanno sequestrato il contenitore utilizzato per il trasporto del cuoricino, poi impiantato nel corpo del bimbo originario di Nola, il 23 dicembre scorso. Il cuore, però, secondo le prime indagini, sarebbe stato "bruciato", in quanto conservato sembrerebbe con ghiaccio secco, che arriva fino a meno 80 gradi centigradi, e non con quello tradizionale. Temperature troppo basse che avrebbero danneggiato i tessuti del muscolo. Il box utilizzato, poi, di quelli simili ai contenitori che si usano per conservare il cibo in frigo, non sarebbe stato dotato dei dispositivi tecnologici necessari per monitorare la temperatura. La vicenda era emersa già ieri, come riportato dal Tg1 Rai.

Il bollettino medico: bimbo stabile in grave criticità

L’ Azienda dei Colli rende noto che, "assunta l’autorizzazione dei familiari per il tramite del loro legale, è stato istituito un bollettino medico che sarà diffuso con cadenza giornaliera, salvo diversa necessità. Alle ore 14,00 del 15 febbraio le condizioni cliniche del piccolo paziente che ha ricevuto il trapianto in data 23 dicembre 2025 si presentano stabili, in un quadro di grave criticità. Il piccolo è ricoverato in terapia intensiva sotto stretto monitoraggio assistenziale e strumentale e di consulenze specialistiche. Allo stato il paziente permane in lista trapianto fino a nuova valutazione. Si ritiene necessario ribadire che il Polo di Cardiochirurgia dell’Azienda dei Colli è da sempre in rete con le principali strutture mediche del Paese che si occupano della materia. La Direzione, nel ribadire il proprio impegno ad assicurare trasparenza e collaborazione con le autorità ispettive e giudiziarie, garantisce ogni supporto necessario alle determinazioni clinico – terapeutiche ed assistenziali assunte dai medici curanti nell'esclusivo interesse del paziente".

Le indagini sull'uso del ghiaccio secco

Il nodo delle indagini però non risiederebbe tanto nella tipologia del box usato, quanto nell'uso, invece del ghiaccio tradizionale, di quello secco. Sulla storia del bimbo indaga la Procura della Repubblica di Napoli, VI sezione, pm Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci, che ha aperto un'inchiesta con al momento 6 operatori sanitari indagati. Indagini delegate anche ai carabinieri del Nas di Trento che nei prossimi giorni provvederanno a chiarire cosa sia avvenuto a Bolzano, in Trentino Alto Adige, e ad individuare chi avrebbe reperito il ghiaccio ed eseguito i controlli prima della partenza per Napoli. Accertamenti in corso presso l'ospedale San Maurizio. A Bolzano, secondo le prime informazioni, il 23 dicembre si erano recate diverse equipe mediche per il prelievo di organi da trapiantare. Il bambino, intanto, è attualmente ricoverato al Monaldi di Napoli, in coma farmacologico e tenuto in vita grazie all'Ecmo, un macchinario che simula l'attività cardiaca. Il Bambin Gesù di Roma lo ha dichiarato non più trapiantabile, anche se la speranza resta ancora viva.

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