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22 Maggio 2021
13:23

L’ennesima immagine della Bagnoli del futuro: quarant’anni di attesa ed è ancora un progetto

L’ex area industriale napoletana di Bagnoli ha un nuovo progetto, l’ennesimo dopo decenni di false speranze. Si chiama Balneolis e l’ha presentato Invitalia. Prevede la rimozione della mastodontica colmata a mare e tre diversi tipi di parchi. Ma i tempi per l’effettiva realizzazione non sono brevi.
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Nel corso degli ultimi decenni chi ha seguito la storia della riqualificazione urbana di Bagnoli, periferia Occidentale di Napoli e per la precisione dell'area un tempo occupata dalla siderurgia ovvero dalla fabbrica d'acciaio Italsider ha visto scorrere davanti agli occhi decine di progetti, un tempo accurati disegni su carta da architetto e oggi sofisticati rendering al computer.

Le varianti al piano Regolatore, le ipotesi di sviluppo della linea di costa, colmata a mare sì/colmata a mare no. L'altoforno, le torri, l'area per le tartarughe, il progetto del farfallario ai tempi dell'America's Cup di vela. Insomma, per chi ha memoria Bagnoli è come una canzone di Enrico Ruggeri che parla del futuro: è una ipotesi.

Invitalia, ex Sviluppo Italia (nipote alla lontana della  Cassa del Mezzogiorno) ha presentato il progetto, l'ennesimo, per Bagnoli. Si tratta di una complessa e bella ridefinizione del paesaggio dell'intera area in connessione con parco urbano, archeologie industriali e nuovo waterfront. Il nome è suggestivo ed evoca la possibile balneabilità dell'area (la evoca, appunto, non la garantisce): "Balneolis".  Capogruppo del team di progettisti sono S.B.Arch Studio Bargone Architetti Associati

Il progetto Balneolis

Balneolis, progetto vincitore di UrbaNAture, il concorso internazionale di idee curato da Invitalia, come spiegato ridefinisce l'assetto paesaggistico di tutta l’ex area Italsider di Bagnoli, compreso il grande parco urbano esteso per 120 ettari dei 250 totali.

Chi sono gli autori? Si tratta di un raggruppamento di 12 soggetti – tra studi di progettazione architettonica, urbana e paesaggistica, società di ingegneria e professionisti del settore – che operano in ambito nazionale e internazionale: S.B. Arch. Studio Bargone Architetti Associati è la società mandataria. Poi: Neostudio Architetti Associati, l'architetto Francesco Nigro, Nicola Spinetto Architectes sarl, Espace Libre sarl, Rosmani Project Srl, Studio Associato 4eingegneria, T.E.S.I. Engineering srl, Agron. Luciano Mauro, Eco Geo Engineering srl, l'architetto Marina Mori e l'architetto Daniele Salvo.

Cosa prevede il progetto per Bagnoli?

Anzitutto la notizia più importante: il progetto vincitore del concorso internazionale di idee "recupera il litorale nella sua originaria giacenza e, quindi, la colmata a mare va rimossa. Per chi non conoscesse Bagnoli: la colmata è quel grosso quadrato che ruba mare alla costa, realizzato a suo tempo per consentire alle navi di scaricarvi carbon coke e altri materiali necessari ai processi di siderurgia. Si sta studiando un progetto che possa prevedere sedimenti marini, litorale e colmata, in un tutt'uno.

La colmata è enorme: come si fa a rimuoverla? Claudio Collinvitti, project manager di Invitalia, spiega:

Ci stiamo spaccando la testa perché allo stato attuale la dobbiamo togliere. La colmata in sé non è un grosso problema, il problema sono i sedimenti. Noi ci siamo fatti un'idea: sta per uscire una gara a livello internazionale, abbiamo intervistato tutti i grossi player internazionali che operano nel settore della gestione dei sedimenti e, tramite loro, riusciremo a trovare il migliore processo di gestione di questi sedimenti. Non sarà un processo lungo, durerà un anno o due, ci confrontiamo sempre con gli enti di controllo, ma ormai la strada è tracciata.

Tornando al progetto complessivo: come tutti i progetti è estremamente affascinante: parco naturale, ‘bosco produttivo' e parco urbano con l'idea di inserire differenti tipologie di vegetazione rispettando la stagionalità, in modo da dare maggiore appeal al parco di Bagnoli, «che avrà molto da raccontare anche da un punto di vista cromatico». I progettisti hanno infatti preso spunto da località che oggi sono attrazioni turistiche, come i boschi di acero del Vermont o del New England o i ciliegi del Giappone durante la fioritura primaverile.

Oasi e bagni termali con vasche a sfioro saranno inseriti in una grande aiuola d'acqua circolare immersa nella vegetazione della macchia mediterranea, oltre a un giardino didattico e a una radura di agrumi. Via Coroglio diventa il luogo di congiunzione tra il parco e il mare e viene immaginata come una strada in prevalenza ciclo-pedonale, mentre l'ex stabilimento dell'Italsider diventa una ‘fabbrica del benessere' dove si svolgeranno attività sportive, percorsi di bellezza, e ci sarà spazio per solarium, attività commerciali, aree di vendita dei prodotti del parco a km zero e dei prodotti enogastronomici della tradizione, caffetterie, ristoranti.

I tempi del progetto

Entro 30 giorni dalla proclamazione, quindi entro il mese di giugno 2021, il vincitore consegnerà il planivolumetrico dell’idea progettuale che completa i parametri di dettaglio degli interventi (forme degli edifici, altezze e impronta sul terreno) e che, una volta approvato dalla Conferenza di Servizi, sarà parte integrante delle norme urbanistiche. Questo permetterà, quindi, di completare l’iter di definizione della disciplina urbanistica dell’area di Bagnoli, rendendo possibile la successiva rigenerazione dell’area.

Terminato il concorso di idee, inizierà una fase di ascolto del territorio, che permetterà di approfondire, insieme a tutti gli stakeholder, i contenuti del progetto vincitore e raccoglierne eventuali contributi.

Francesco Floro Flores, commissario straordinario di governo per il risanamento ambientale e la rigenerazione urbana di Bagnoli-Coroglio, chiosa:

Bagnoli è stata per anni sinonimo di inefficienza. Questo progetto restituisce il nome antico al futuro dell'area. Finalmente i napoletani avranno modo di capire cosa sarà Bagnoli nei prossimi anni. È ‘il progetto', non uno dei tanti visti in questi anni.

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