Bad Bunny e il concerto di Napoli nel 2017, prima di diventare una superstar: “Era emozionato di essere qui”

In poco più di una settimana ha vinto il Grammy come album dell'anno e poi si è esibito all'Half Time Show del Super Bowl, confermandosi ulteriormente, qualora ce ne fosse bisogno, come una superstar mondiale della musica. Stiamo parlando di Bad Bunny, al secolo Benito Antonio Martinez Ocasio, 31 anni, portoricano, che sta macinando record su record, premi su premi, consensi su consensi.
Forse non tutti sanno, però, che nel 2017, orami quasi dieci anni fa, Bad Bunny si è esibito all'Arenile di Bagnoli, noto locale notturno napoletano, nell'ambito del "Soy Peor Tour", una delle prime tournee fuori da Porto Rico e dall'America Latina per l'artista, prima dei successi a livello mondiale che sarebbero arrivati nel 2022. A Fanpage.it Amed Key, dj, produttore e organizzatore di eventi, art director dello storico party Black on the Beach e fondatore dell'etichetta Real Sound Project.

Amed, come siete arrivati a portare Bad Bunny qui a Napoli?
Nel corso degli anni abbiamo portato tanti artisti internazionali sul palco dell'Arenile, da Snoop Dogg a Sean Paul, ma anche Geolier e Marracash. Sono nell'ambiente musicale da 20 anni e avevo sentito parlare di Bad Bunny, all'epoca suonavo spesso la sua musica durante i miei set e, con il mio team capimmo che era arrivato il momento di portarlo qui a Napoli. Lui ai tempi era più vicino all'urban rap come stile ed era conosciuto prettamente a Porto Rico e in America Latina, dove era già un fenomeno. E infatti, a quella serata era presente soltanto la sua fan base, eravamo circa duemila persone; molto lontani dai numeri di adesso.
Cosa è successo durante il concerto?
Anche se sono passati quasi dieci anni, ricordo che la serata fu un successo. Napoli non era abituata a vedere artisti di quel calibro e quella sera ci fu una grande energia. È stato anche un momento di grande entusiasmo e di orgoglio collettivo. Devo dire che anche lui (Bad Bunny, ndr) era molto emozionato di essere qui; era una delle prime volte che si esibiva in Europa.
Ti aspettavi che avrebbe avuto tutto questo successo?
Detto proprio onestamente: no. Come ho detto, il potenziale era già tanto, altrimenti non lo avremmo invitato all'Arenile; quindi si capiva potesse avere molto successo. Però adesso è una superstar: se per quelli della nostra generazione c'è stato Michael Jackson, per i ragazzi di adesso Bad Bunny è su quel livello. Oggi, guardando indietro, posso dire con orgoglio che quella data ha segnato un momento importante, sia per Bad Bunny, pronto ad esplodere, sia per Napoli, che si è dimostrata pronta ad accogliere il futuro prima degli altri.