Un frame da Gomorra – La serie
in foto: Un frame da Gomorra – La serie

Una settimana di isolamento auto imposto, poi il tampone, risultato positivo, ed altre due settimane e più in attesa di effettuare un nuovo test. In totale, quasi un mese di isolamento domiciliare mentre dall'Asl non arriva nessuna risposta risolutiva e, soprattutto, non arriva l'unità mobile, quella che dovrebbe effettuare i tamponi a domicilio. È la situazione paradossale denunciata da Luca Gallone, noto al grande pubblico per avere interpretato Vittorio Greco, il padre di Lenù nella serie televisiva L'amica geniale, e prima ancora per aver prestato il volto al personaggio di "‘o Mulatto" di Gomorra – La serie. "Sono in isolamento dalla metà di settembre, insieme alla mia compagna e ai bambini – racconta l'attore a Fanpage.it – poi il 21 settembre sono risultato contagiato anche io. Oggi, 9 ottobre, sono ancora in attesa di effettuare un altro tampone, per capire se sono ancora positivo. Ci sentiamo agli arresti domiciliari senza avere commesso reati. Da 6 mesi siamo "sotto cazziata" da parte del presidente De Luca, abbiamo rispettato tutte le norme, ma vediamo che dall'altra parte non c'è una prontezza di intervento da parte degli enti preposti".

L'attore aveva parlato delle condizioni in cui si trova con un post su Facebook due giorni fa. "L'ASL di Napoli non ci invia l'unità mobile domiciliare per i tamponi – aveva scritto – dopo circa un mese di isolamento fiduciario causa covid19. Oggi, 7 ottobre 2020, la mia libertà personale, e quella della mia famiglia, poiché non ci possiamo muovere di casa, è del tutto abusata e limitata ed i nostri diritti calpestati. Ci sono responsabilità ben precise dell'ente preposto e noi non possiamo essere vittima di queste assurde e palesi mancanze. Se non è sequestro di persona questo, ditemi voi cosa è. La pazienza è finita . Il mio totale rispetto delle norme e dei protocolli esistenti è diventato la mia prigione e quella della mia famiglia". Era il 7 ottobre, ma da allora, a distanza di due giorni, non è ancora cambiato nulla.

"Tutto è cominciato agli inizi settembre, quando un mio familiare ha manifestato dei sintomi – racconta Gallone – l'abbiamo sottoposto al sierologico che è però risultato negativo. Qualche giorno dopo, visto che i sintomi non sparivano, l'ho portato al Pronto Soccorso e lì le hanno fatto il tampone, risultato invece positivo. Il 21 settembre, quando già ero in isolamento per mia scelta, ho fatto il tampone e sono risultato positivo anche io. Ora quella persona è stata dimessa, per fortuna sta bene ed è risultata negativa al doppio tampone ma, ironia della sorte, io, la mia compagna e i bambini siamo ancora bloccati in casa".

L'intoppo, a quanto si evince, starebbe nel sistema di comunicazione che associa le richieste di effettuare i tamponi alle unità mobili disponibili. "Ogni tanto mi contatta l'Asl – continua a raccontare Gallone a Fanpage.it – ma solo per verificare che io sia in casa. Mi dicono che per il tampone domiciliare la richiesta è stata fatta, l'ultima il 2 ottobre, ma il centro epidemiologico del quartiere di Napoli in cui vivo mi ha avvertito che alla segnalazione non è stata associata l'unità".

E quindi? "Quindi siamo ancora in attesa. Io sono un attore, avevo in preparazione una serie televisiva importante, ma ho dovuto fermarmi. La mia compagna è libera professionista e non può lavorare e i bambini non possono andare a scuola. Mi hanno raccontato che moltissima gente è nella mia stessa situazione. Abbiamo rispettato tutte le indicazioni, ci siamo messi in quarantena anche prima delle disposizioni e lo siamo tutt'ora, ma davanti agli sforzi che tutta la comunità sta facendo non corrisponde una prontezza di intervento da parte di chi dovrebbe assicurare prevenzione e test".