L'app Immuni continua ad avere un bassissimo riscontro in Campania: meno del 9% dei residenti l'ha scaricata, il che la rende di fatto quasi inutile anche per i pochi che l'hanno fatto. Nonostante una impennata di casi che ha portato la Campania a registrare numeri da record (nel solo mese si settembre oltre 5mila casi, che hanno portato la regione guidata da Vincenzo De Luca a superare, per numero di contagi da inizio pandemia, anche Marche e Liguria che nella fase iniziale erano considerate tra le regioni più colpite), la popolazione campana sembra essere refrattaria all'installazione dell'app che permette di tracciare i casi di coronavirus.

Solo Calabria e Sicilia hanno fatto peggio della Campania, che con il suo 8,8% della popolazione è la terzultima regione d'Italia per numero di persone che ha installato l'applicazione sul proprio cellulare. Sebbene al momento l'app sia scaricabile su base "volontaria", proprio il suo largo utilizzo la renderebbe pienamente efficace: viceversa, un basso numero di utilizzatori la rende di fatto quasi inservibile. L'app infatti non "traccia" gli utenti nel vero senso della parola, ma si limita a creare "match" anonimi (collegati da una stringa generata, appunto, dall'app) che poi fa sapere (attraverso una notifica push del telefonino, e non da un server centralizzato) all'utente se è stato esposto ad una persona che è risultata positiva al coronavirus. Il tutto nella totale trasparenza e con una privacy garantita. A partire da metà ottobre, inoltre, Immuni sarà "collegata" anche alle sue rispettive "sorelle" straniere: il che sarà particolarmente utile soprattutto considerando chi si sposta per lavoro all'estero, per eventuali studenti o lavoratori stranieri in Italia, e via dicendo. Per scaricare l'app Immuni, basta andare qui.