Angelo Napolitano Store ha chiuso: la Finanza sequestra tutta l’azienda del tiktoker degli elettrodomestici

La Guardia di Finanza ha sequestrato l'intero compendio aziendale riconducibile ad Angelo Napolitano, l'imprenditore tiktoker di Napolitano Store noto sui social soprattutto per i prezzi molto bassi: anche dopo il sequestro preventivo dello scorso 17 settembre avrebbe continuato a effettuare frodi sull'Iva tramite fatture false. La società ha sede a Casalnuovo (Napoli).
Sequestrata l'attività di Napolitano Store
Il decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip del Tribunale di Nola, è stato eseguito questa mattina, 14 gennaio, dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli; oggetto del provvedimento, si legge in una nota delle Fiamme Gialle, "l'intero compendio aziendale" della società con sede a Casalnuovo di Napoli "esercente il commercio di elettrodomestici e di telefoni cellulari".
Il sequestro da oltre 5 milioni di euro
Il provvedimento di oggi è collegato alle indagini che, lo scorso 17 settembre, portarono al sequestro preventivo finalizzato alla confisca per un importo di 5.740.561 euro nei confronti della società e del suo rappresentate, misura che è stata poi confermata dal Tribunale del Riesame; nell'ambito di quella attività era stato sequestrato anche uno yacht di 16.5 metri, formalmente intestato ad altri ma, secondo gli investigatori, nella piena disponibilità di Napolitano.
La truffa sull'Iva con le fatture false
I finanzieri hanno ricostruito lo schema che la società avrebbe adottato nella vendita di cellulari e televisori, pubblicizzata anche attraverso TikTok, a prezzi molto più bassi di quelli di mercato. La società, che dal 2017 al 2023 ha avuto una crescita di fatturato definita anomala (da 2.2 milioni di euro a 20.8 milioni di euro), avrebbe continuato a mascherare le vendite in nero, verso compratori privati, con fatture false senza l'applicazione dell'Iva (in regime di "reverse charge") nei confronti di società "cartiere", ovvero esistenti solo sulla carta.
In questo modo, le vendite al dettaglio, a cui va applicata l'aliquota Iva ordinaria, sono state fatte passare per vendite all'ingrosso, che, al contrario, sono effettuate senza applicazione dell'imposta.
Il pagamento solo in contanti
Altra particolarità riguarda il pagamento, ed è stato lo stesso Napolitano a pubblicizzarlo sui social in molte occasioni: gli sconti significativi venivano effettuati a patto che il cliente pagasse in contanti. Con "magliette dell'Avellino", diceva l'imprenditore nei video, indicando le banconote da cento euro.
In questo caso, ha ricostruito la Guardia di Finanza, al cliente viene consegnata una "bolletta" molto simile ad un normale scontrino ma priva di validità fiscale, elaborata con un apposito software gestionale, in cui viene indicato il codice IMEI del telefono, in modo da giustificare l'uscita del prodotto dal magazzino, monitorare le vendite e assicurare l'eventuale sostituzione del telefono al cliente.
La truffa anche dopo il sequestro
Queste condotte, secondo i Finanzieri, sono state perpetrate anche dopo lo scorso 17 settembre, quando c'era stato il sequestro di oltre 5 milioni e mezzo di euro. Da qui, la decisione del gip di Nola che, su richiesta della Procura, ha disposto "il sequestro impeditivo dell'intera attività aziendale, in quanto ritenuta sistematicamente finalizzata alla realizzazione di profitti illeciti mediante condotte integranti reati tributari".
Chi è Angelo Napolitano di Napolitano Store
Il 47enne napoletano, amministratore della "AM Distribution Srl", la società al centro dell'indagine della Guardia di Finanza di Napoli, è noto sui social per la vendita di cellulari ed elettrodomestici in genere a prezzi molto bassi; di recente ha avviato anche attività di ristorazione, anche in questo caso puntando sui costi.
Personaggio social oltre che imprenditore, spesso collabora con la tiktoker Rita de Crescenzo e il figlio di lei lavora nel suo negozio (entrambi sono totalmente estranei all'inchiesta della Finanza); qualche mese fa Napolitano era stato protagonista, insieme alla De Crescenzo, di un video girato nell'ufficio di un ex consigliere regionale.