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America’s Cup Bagnoli, il ministero dell’Ambiente al commissario: “Evitare le conseguenze negative delle polveri”

Il ministero dell’Ambiente scrive a Commissario, Comune, Arpac e Asl: “Evitare le conseguenze negative delle polveri”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Il Ministero dell'Ambiente chiede al Comune e al commissariato di Bagnoli di vigilare sulla diffusione delle polveri legate ai lavori nei cantieri dell'America's Cup. In una lettera inviata al Commissario del Sin di Bagnoli-Coroglio, al Comune di Napoli, all'Arpac e all'Asl, il dicastero guidato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, interviene dopo una segnalazione dell'associazione Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli "Lucio Mauro". "In merito a quanto segnalato – si legge nel documento – trattandosi di aspetti prettamente operativi riguardanti i cantieri in corso, si chiede a codesto Commissario e agli Enti in indirizzo di collaborare al fine di verificare che le attività in corso siano svolte in modo tale da evitare le conseguenze negative legate alla diffusione delle polveri e, se necessario, promuovere l'adozione di misure correttive per garantire la massima tutela per la salute dei lavoratori e della cittadinanza oltre che per l'ambiente. Si rimane in attesa di aggiornamenti in merito alle misure adottate".

Nelle ultime settimane, gli abitanti del quartiere di Bagnoli hanno lamentato più volte la presenza di polveri legate alle lavorazioni nell'ex area Italsider e Cementir dove si sta realizzando il villaggio tecnico dell'America's Cup, la più grande regata velica al mondo di catamarani. Gli abitanti sono scesi più volte in piazza a protestare, mentre la centralina mobile dell'Arpac, installata a Città della Scienza, ha rilevato vari sforamenti per quanto riguarda le pm10, ossia le polveri sottili.

L'allarme di Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli

Nella sua segnalazione al Ministero del 19 febbraio scorso, l'associazione Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli chiedeva l'adozione di misure al contrasto alla diffusione delle polveri, prodotte nell'ambito dei lavori di scavo e movimentazione di terreni. Il rischio, che si vuole scongiurare e sul quale i cittadini chiedono verifiche, è che non ci siano tracce di elementi contaminanti nelle polveri diffuse nell'ambiente circostante. "Le polveri sollevate – scrive l'associazione – potrebbero veicolare fibre di amianto, fibre minerali respirabili, metalli pesanti (piombo, arsenico, cadmio, mercurio), idrocarburi policiclici aromatici (IPA), diossine e PCB, con possibile formazione di composti organo-metallici altamente tossici durante la movimentazione dei terreni contaminati". Per questo, chiedeva "l'immediata attivazione della speciazione chimica e morfologica delle polveri sottili (PM10 e PM2.5), con analisi qualitativa e quantitativa dei contaminanti sopra indicati, inclusa la determinazione di eventuali composti organo-metallici generati dalla movimentazione del terreni; l'adozione senza indugio di misure tecniche idonee a impedire la dispersione in atmosfera di polveri e vapori, quali:svolgimento delle attività di scavo e movimentazione dei terreni esclusivamente sotto tensostrutture ermeticamente chiuse con sistemi di aspirazione e filtrazione controllata:bagnatura costante dei tracciati e lavaggio ruote in uscita dal sito:copertura totale dei carichi e limitazione della velocità dei mezzi; sospensione immediata delle attività in caso di superamento dei limiti di legge o condizioni meteo avverse".

Il commissariato ha spiegato nelle scorse settimane che tracce di amianto sono state trovate solo nella parte del parco dello Sport, ma che non sono mai state diffuse nell'aria. Inoltre, dopo le prime proteste, con blocchi stradali, da parte della cittadinanza, a seguito degli sforamenti delle emissioni di pm10, sono state assunte delle procedure per limitare la diffusione nell'aria della polvere, come la pratica di bagnare i cumuli di terreno.

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