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Ambulanze senza autorizzazioni dell'Asl, una di queste anche priva di assicurazione, un allaccio abusivo alla rete elettrica, dipendenti in nero: tutto emerso nell'ambito di un controllo della Polizia di Stato nella sede di una associazione di volontariato di Napoli, che effettuava anche trasporto secondario di pazienti (ovvero quelli non a carattere di urgenza ma che richiedono ugualmente un mezzo di soccorso). L'ispezione è scattata nella mattinata di ieri, 24 novembre, in via Michele Pietravalle, nei pressi del Policlinico Federico II, nella zona ospedaliera di Napoli.

Gli agenti del commissariato Arenella, col supporto del personale tecnico dell'Enel, hanno appurato che il contatore elettrico era allacciato abusivamente alla rete pubblica; i due responsabili dell'associazione, un 50enne e una 34enne, entrambi napoletani, sono stati denunciati per furto di energia elettrica. Controllando l'autoparco di pertinenza della struttura i poliziotti hanno inoltre accertato che era stato costruito un manufatto abusivo, che è stato sequestrato col supporto della Polizia Locale.

Ulteriori controlli hanno riguardato i mezzi di soccorso nelle disponibilità dell'associazione di volontariato: le due ambulanze presenti nell'autoparco, che venivano utilizzate per il trasporto di pazienti (ma come mezzi privati, non inseriti nel circuito 118 dell'Asl) erano prive di autorizzazione dell'Asl competente e una di queste era anche priva di assicurazione Rca. Trovati, infine, due dipendenti in nero: si stavano occupando delle pulizie senza un regolare contratto di lavoro.

Il problema delle ambulanze senza autorizzazione dell'Asl, e quindi senza nemmeno garanzie per l'utenza, era stato denunciato nei giorni scorsi anche dal responsabile del Comitato Croce Rossa di Napoli. Intervistato da Fanpage.it, Paolo Monorchio aveva spiegato che con la pandemia e con la conseguente emergenza sanitaria c'è stato un boom di abusivi: bastano poche migliaia di euro per acquistare una ambulanza usata, un paio d'ore per costituire un'associazione, anche fittizia, e sfruttando la scarsità di controlli, iniziare a lavorare nel trasporto pazienti imponendo tariffe folli che possono arrivare anche a mille euro.