video suggerito
video suggerito

Agguato al pescivendolo tiktoker Luca “Il Sole di Notte”, 3 condanne per il raid nel ristorante di Sant’Antimo

Il pescivendolo e tiktoker Luca Di Stefano era stato ferito nel suo locale di Sant’Antimo (Napoli); all’origine del raid, una ritorsione per motivi sentimentali.
A cura di Nico Falco
0 CONDIVISIONI
Immagine

Quattro anni di reclusione per Michele Orefice, cinque anni e otto mesi per Luigi Orefice, cinque anni e 6 mesi per Pietro D'Angelo: sono le condanne emesse dal gup, al termine del processo celebrato con direttissima, per il ferimento del pescivendolo e tiktoker Luca Di Stefano, conosciuto come "Luca il Sole di Notte", vittima di un agguato il 13 maggio 2025 nella sua attività di Sant'Antimo, nel Napoletano.

Ad anticipare la notizia della condanna è il quotidiano Il Mattino. Gli arresti erano arrivati un paio di mesi dopo, agli inizi di luglio 2025, nell'ambito delle indagini sviluppate dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli e dal commissariato Frattamaggiore della Polizia di Stato. Destinatari Luigi Orefice, già arrestato qualche giorno prima, Michele Orefice, all'epoca già detenuto e ritenuto a capo dell'articolazione di Francesco Pezzella "pane ‘e grano", boss di Frattamaggiore, e Pietro D'Angelo, inquadrato dagli investigatori come esecutore materiale.

Secondo gli inquirenti quella sera il gruppo, ritenuto vicino al clan Pezzella, aveva intenzione di uccidere. E Luca Di Stefano si era salvato per una serie di circostanze: era riuscito a farsi scudo con alcuni tavolini, il sicario era scivolato prendendo la mira e, proprio in quei momenti, era passata una automobile con sirena accesa nelle vicinanze che aveva messo in allarme il terzetto.

Il raid, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, sarebbe stato deciso come ritorsione per una relazione sentimentale, che il pescivendolo avrebbe avuto con una donna che, in precedenza, era stata legata ad uno degli imputati. Nel corso del processo il reato è stato riqualificato in lesioni ed è stata esclusa l'aggravante della premeditazione; gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Leopoldo Perone, Domenico Dello Iacono, Antonio Rizzo e Valentina Alfieri.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views