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È Carmine Amoruso, di Poggiomarino, la vittima dell'agguato che si è consumato il 13 aprile a San Marzano sul Sarno, in provincia di Salerno: i killer hanno esploso almeno 5 colpi di pistola contro la sua automobile mentre era insieme al fratello, per raggiungere l'ospedale l'uomo ha picchiato un automobilista e lo ha rapinato della vettura. Il 36enne, collaboratore di giustizia, era stato in passato legato al clan Giugliano di Poggiomarino ed era già finito nel mirino dei sicari nel 2009, quando però al suo posto venne ucciso un ragazzo innocente che gli somigliava.

L'agguato è avvenuto nel tardo pomeriggio di martedì scorso. L'inchiesta, viste le modalità del tentativo di omicidio, è stata trasferita all'Antimafia. Secondo la ricostruzione Amoruso, che sarebbe ancora sotto protezione, era in auto col fratello, in una Ford Puma, quando è stato affiancato dai killer; non è ancora chiaro se l'agguato sia avvenuto nel Napoletano o nel Salernitano. Poco dopo Amoruso, con 5 fori di proiettile tra cofano e parabrezza e la vettura ormai inutilizzabile, si è fermato in via Gramsci, a San Marzano sul Sarno, e i due hanno bloccato una Fiat Doblò. Hanno quindi picchiato il conducente e lo hanno rapinato del veicolo, usandolo per raggiungere l'ospedale di Sarno. Amoruso era stato ferito da una pallottola alla scapola sinistra, non è in pericolo di vita.

Il 36enne era già scampato a un agguato nel 2009, quando al suo posto morì un innocente. Era il 6 luglio, i killer aprirono il fuoco nei pressi di un bar di Poggiomarino, colpendo a morte il 23enne Nicola Nappo e ferendo gravemente la fidanzata 18enne che era con lui. Si trattò di un tragico errore di persona, dovuto a una somiglianza; quell'omicidio, ricostruirono gli inquirenti, fu deciso dal clan Cesarano.