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Presidenza Fico in Regione Campania

Acqua pubblica in Campania, Fico blocca la gara, ma la Regione ha ancora la consulenza per una società coi privati

La giunta Fico ritira la gara per il socio privato dell’acqua pubblica, ma 4 giorni prima affida una consulenza sullo stesso progetto.
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Il 6 marzo scorso la giunta regionale della Campania che da dicembre scorso è guidata da Roberto Fico ha approvato la delibera con cui ha ritirato «in autotutela» la procedura di gara per la selezione del socio privato di Gric, Grandi Reti Idriche Campane spa, la società chiamata a gestire il sistema acquedottistico della Grande Adduzione Primaria di Interesse Regionale, il progetto di ingresso dei privati voluto dall'ex presidente Vincenzo De Luca. «La gestione dell'acqua deve rimanere pubblica», ha dichiarato Fico. La nuova delibera dispone quindi l'avvio di una nuova istruttoria per ridefinire il modello gestionale, nel «perimetro imprescindibile» del riconoscimento dell'acqua come bene pubblico essenziale.

Tuttavia, quattro giorni prima di quest'atto, il 2 marzo, la stessa Direzione Generale sul Ciclo Integrato delle Acque aveva adottato un decreto con cui affidava direttamente ad un consulente un incarico da 31.200 euro. Obiettivo: «Servizio di consulenza e supporto redazione documentazione per la costituzione della società Grandi Reti Idriche Campane spa». Esattamente la gara ritirata dalla giunta. Entrambi gli atti portano la firma dello stesso direttore generale, nominato Responsabile Unico del Procedimento della procedura poi abbandonata. La convenzione allegata al decreto precisa che «l'attività ha preso il via, in via d'urgenza, prima della stipula». Ma quale era l'obiettivo di questa consulenza? In sintesi, costruire il modello che definisce quanto vale il servizio, quanto può guadagnarci il privato, come si ripartisce il rischio tra socio pubblico e socio privato.

La delibera dell'esecutivo Fico non ha revocato questo incarico, che risulta quindi formalmente attivo. La convenzione prevede la facoltà di recesso con preavviso di due mesi, ma ad oggi non risulta avviata alcuna procedura in tal senso. Dunque resta la domanda: la mano destra sa quel che fa la sinistra? Resta ora da chiarire se e come la Regione intenda procedere: se continuare la consulenza per un lavoro il cui oggetto è venuto meno o riutilizzarlo nell'ambito della nuova istruttoria che compara i vari  modelli gestionali.

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