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Giovanni I., il ragazzino di 15 anni accoltellato lo scorso lunedì 3 maggio da una baby gang a Gragnano, in provincia di Napoli, sarebbe stato picchiato e accoltellato dal gruppo come ritorsione, dopo essersi intromesso in un litigio in difesa di un amico. A raccontarlo è la sorella Francesca, che ha pubblicato un post su Facebook per chiedere giustizia per il 15enne; sulla vicenda sono in corso indagini, affidate ai carabinieri. Il 15enne, aggredito da 8 coetanei, è stato ricoverato in ospedale ma non è in pericolo di vita.

"Mio fratello è stato ferito per difendere un suo amico – scrive la ragazza – tentava di scappare ma dopo essere inciampato è caduto per terra, prima accoltellato due volte e successivamente pestati con calci, pugni e anche con un casco sulla testa. Era solo, indifeso, privo di armi come giusto che sia, ma ciò non ha impedito ad otto vigliacchi di scagliarsi contro mio fratello ferito a terra". Dopo l'aggressione, racconta la giovane, i responsabili avrebbero pubblicato post sui social inneggiando alla morte del ragazzo.

"Si parla di ragazzini di 15 anni – continua Francesca – bambini che escono di casa con armi e con la brutale consapevolezza di utilizzarle. Ragazzini che vogliono imitare i mafiosi o, come si dice in napoletano, "la gente malamente", ma devono capire che non si scherza con queste cose, non si scherza con la vita di una persona. Non viviamo in un film, questa è la vita reale. Non ci sono più i valori, tra i giovani e non solo. Mio fratello, essendo uno dei pochi a possederli, ha preferito essere fedele e leale al suo amico rischiando la sua stessa vita nonostante il fatto non gli riguardasse. Sfido chiunque ad affrontare un branco di animali per difendere un amico. Ma mio fratello Giovanni lo ha fatto".