“In questi mesi di pandemia, i bambini sono sempre più soli, perché con le scuole chiuse o con la DaD hanno poche occasioni per socializzare con i loro coetanei. Per questo motivo all’Istituto Comprensivo “Raffaele Uccella” di Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano, abbiamo lanciato un esperimento. Una stanza su Classroom, una volta a settimana, per stare assieme, con la propria insegnante, fare lavoretti e scherzare, al di fuori dell’orario curricolare”. Lo racconta a Fanpage.it la docente di sostegno Mina Pulcini, che ha lanciato l’idea per una terza classe della scuola primaria (elementare), subito accolta dalla preside Silvana Valletta, che ha riscosso subito un grande successo tra gli alunni. “Sarebbe bello se il nostro modello potesse essere d’aiuto anche in altre scuole”.

Come è nata questa idea?

“Io sono una insegnante di sostegno – spiega Mina Pulcini – e mi occupo di bambini con bisogni educativi speciali (Bes). L’ultimo anno di scuola, in piena pandemia, ci ha messi di fronte a nuovi problemi. Abbiamo programmato diverse attività per i bimbi BES, che hanno potuto continuare le lezioni in presenza a scuola. Tuttavia, io mi sono trovata di fronte anche ad un caso particolare. Una mia alunna Bes era immunodepressa, affetta da patologie cardiologiche, e non poteva svolgere le attività in presenza come i suoi compagni a causa del rischio di contrarre il Covid”.

Che avete fatto allora?

Abbiamo cercato di creare un canale di comunicazione. Abbiamo creato una stanza su Classroom dove poterci confrontare. L’esperimento è andato bene. Così abbiamo pensato di estenderlo anche agli altri alunni della classe che ne volessero fare richiesta. Grazie all’ausilio della referente BES, la dottoressa Tania Parente, abbiamo creato una stanza dove è possibile incontrare i bambini. La stanza si chiama “Quisquilie della maestra Mina”. Ma non parla di quisquilie, rende invece i bimbi più attivi. Si tratta di un momento di inclusione. In quest’ora aggiuntiva, offerta gratuitamente e non obbligatoria, che si tiene il venerdì pomeriggio, i bambini possono parlare di loro stessi, giocare assieme, ascoltare musica e sentirsi meno soli. A Natale abbiamo fatto i lavoretti con i materiali di recupero e cantato le canzoni natalizie. E anche i genitori hanno cominciato a partecipare ed erano contenti di sapere che i figli per un'ora erano impegnati in cose piacevoli.

I bambini come l’hanno accolta?

In questo periodo a loro ha fatto bene ed è piaciuto anche molto ai genitori, perché i bimbi si sono sentiti meno soli. Abbiamo svolto quest’esperimento nei mesi scorsi, quando era stata disposta la didattica a distanza. Sospendendolo a gennaio quando si è tornati in classe per le lezioni in presenza. Da lunedì siamo di nuovo in DaD. E gli alunni mi hanno chiesto per prima cosa se avremmo ripreso il nostro esperimento. Venerdì riapriremo la stanza. Si tratta di un’attività opzionale, ma tutti partecipano. Sarebbe bello se questo esperimento potesse essere utile anche ad altri.