A Napoli raddoppiano i reati commessi da minori, in aumento omicidi e stupri

I processi che vedono imputati minorenni a Napoli sono praticamente raddoppiati, passati da 226 a 448, e in particolare sono in aumento gli "episodi di violenza, anche grave, e di condotte devianti legate all'uso di armi bianche e alla criminalità organizzata". I dati sono stati resi noti da Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte di Appello di Napoli, nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.
Aumentano omicidi e violenze sessuali
Nell'ultimo anno si registra, inoltre, un aumento degli omicidi e delle violenze sessuali di gruppo. "Ulteriore dato particolarmente allarmante, per certi versi inedito – emerge dalla relazione della presidente Covelli – è rappresentato dalla commissione, da parte di soggetti minorenni, di reati con finalità di terrorismo o di eversione, realizzati anche attraverso l'utilizzo delle risorse presenti in rete, che facilitano processi di radicalizzazione rapida e autonoma, sottratti ai tradizionali canali di controllo sociale e familiare".

La violenza minorile
La presidente, quindi, sottolinea "l'urgenza, la necessità di investire in politiche strutturate di prevenzione, educazione e intervento tempestivo, nella prospettiva della tutela del minore e del suo recupero sociale". E fa una precisione: la violenza minorile non riguarda soltanto i giovanissimi provenienti da contesti criminali, e bisogna "tenere distinti i fenomeni della devianza minorile riconducibili al coinvolgimento nella criminalità organizzata di stampo camorristico da quelli legati alle povertà educative e ai gravi deficit dei contesti familiari, particolarmente diffusi in alcune aree del distretto campano". I giovani che rientrano nella seconda casistica rappresentano "la componente quantitativamente più rilevate" e, in mancanza di un intervento immediato, "rischiano di intersecarsi con circuiti criminali strutturati".