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A Napoli raddoppiano i reati commessi da minori, in aumento omicidi e stupri

Durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, la presidente della Corte di Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, si sofferma sui reati commessi da minori, distinguendo tra quelli riconducibili alla camorra e quelli legati a povertà educativa e deficit familiari.
A cura di Nico Falco
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Ragazzino col coltello/Foto Carmine Benincasa, Fanpage.it
Ragazzino col coltello/Foto Carmine Benincasa, Fanpage.it

I processi che vedono imputati minorenni a Napoli sono praticamente raddoppiati, passati da 226 a 448, e in particolare sono in aumento gli "episodi di violenza, anche grave, e di condotte devianti legate all'uso di armi bianche e alla criminalità organizzata". I dati sono stati resi noti da Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte di Appello di Napoli, nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.

Aumentano omicidi e violenze sessuali

Nell'ultimo anno si registra, inoltre, un aumento degli omicidi e delle violenze sessuali di gruppo. "Ulteriore dato particolarmente allarmante, per certi versi inedito – emerge dalla relazione della presidente Covelli – è rappresentato dalla commissione, da parte di soggetti minorenni, di reati con finalità di terrorismo o di eversione, realizzati anche attraverso l'utilizzo delle risorse presenti in rete, che facilitano processi di radicalizzazione rapida e autonoma, sottratti ai tradizionali canali di controllo sociale e familiare".

L’inaugurazione dell’anno giudiziario a Napoli
L’inaugurazione dell’anno giudiziario a Napoli

La violenza minorile

La presidente, quindi, sottolinea "l'urgenza, la necessità di investire in politiche strutturate di prevenzione, educazione e intervento tempestivo, nella prospettiva della tutela del minore e del suo recupero sociale". E fa una precisione: la violenza minorile non riguarda soltanto i giovanissimi provenienti da contesti criminali, e bisogna "tenere distinti i fenomeni della devianza minorile riconducibili al coinvolgimento nella criminalità organizzata di stampo camorristico da quelli legati alle povertà educative e ai gravi deficit dei contesti familiari, particolarmente diffusi in alcune aree del distretto campano". I giovani che rientrano nella seconda casistica rappresentano "la componente quantitativamente più rilevate" e, in mancanza di un intervento immediato, "rischiano di intersecarsi con circuiti criminali strutturati".

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