A Napoli domani mercoledì 28 ottobre ci sarà una nuova manifestazione di commercianti contro il Dpcm Conte ma anche contro il coprifuoco della Regione di Vincenzo De Luca.  Si tratta di una mobilitazione più "istituzionale": avviene di giorno, quindi non in contrasto coi divieti serali ed è organizzata da Fipe-Confcommercio, una delle principali organizzazioni di categoria dei commercianti. L'appuntamento è alle ore alle 11.30 davanti alla sede della Giunta Regionale, cioè Palazzo Santa Lucia, divenuto ormai terminale di numerose mobilitazioni.

La manifestazione  spiegano gli organizzatori in una nota, nasce per evidenziare che "gli ultimi provvedimenti presi da governo e alcune Regioni per il contenimento della seconda ondata di Covid-19 stanno mettendo definitivamente in ginocchio i pubblici esercizi". "Non soltanto i ristoranti, svuotati dall'effetto psicologico negativo determinato dall'impennata di nuovi casi – si legge nella nota – ma anche i bar, i locali di intrattenimento e le imprese di catering e banqueting, impossibilitati a lavorare a causa delle restrizioni sugli orari di apertura e sui partecipanti a eventi e matrimoni". Ieri a Napoli c'era stata una mobilitazione di vari pezzi del commercio e non solo, in piazza Plebiscito, mentre qualche giorno fa ci sono stati violenti scontri nella prima notte del coprifuoco.

Il senso della mobilitazione che gli organizzatori specificano e qualificano come "assolutamente pacifica", è quella di ricordare alla politica gli sforzi di questi mesi degli imprenditori per adeguarsi alle norme:

In questi mesi gli imprenditori della ristorazione e dell'intrattenimento hanno investito tanto in sanificazioni, dispositivi di protezione per lavoratori e clienti e misure di sicurezza all'avanguardia – aggiunge la Fipe – Sono stati fatti sacrifici importanti, con senso di responsabilità e attenzione al bene comune, siglando protocolli e rispettando le regole. Questo mondo chiede con forza con forza la possibilità di sopravvivere. In assenza di aiuti economici purtroppo queste imprese soccomberanno – fa sapere l'associazione di categoria – Sicuramente a fine anno chiuderanno 50.000 imprese, con oltre 350.000 addetti che perderanno il posto di lavoro. Chiediamo alla politica scelte più mirate, di sostegno ai settori maggiormente in crisi come quello della ristorazione e dell'intrattenimento non possiamo lasciare gli imprenditori e i lavoratori da soli di fronte a questo momento drammatico per la categoria.