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“A Napoli camorra tiene salda la sua presenza, scenario parcellizzato con due cartelli principali”

Il procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario ha parlato delle strutture camorristiche: i cartelli principali restano i Mazzarella e l’Alleanza di Secondigliano.
A cura di Nico Falco
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Immagine di repertorio
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Due maxi cartelli principali, con la capacità di aggregare gruppi più piccoli o bande, e che ormai "dialogano" a livello internazionale con organizzazioni sganciate dal territorio per ripulire denaro sporco ed evasione fiscale: è il quadro che Aldo Policastro, procuratore generale di Napoli, ha tracciato nel suo intervento in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario.

I due maxi cartelli della camorra

A Napoli, così come nel territorio del Casertano, ha detto Policastro, "la criminalità organizzata mantiene salda la sua presenza in tutto il territorio del distretto e principalmente in quello napoletano e casertano. Con una impronta ancora marcatamente familiare e uno stretto legame del singolo clan con il quartiere o l'area in cui esso è storicamente operante, a dispetto dei plurimi e costanti interventi repressivi".

Lo scenario è "parcellizzato ma con un sistema di alleanze variegato e variabile", e il settore più esposto "può essere quello del turismo", visto l'incremento. In questo contesto, i principali cartelli camorristici sono quello dei Mazzarella e quello dell'Alleanza di Secondigliano (Contini, Mallardo e Licciardi), storicamente contrapposti e dotati di una propria struttura verticistica e militare. I due cartelli "sono in grado di esercitare una forte spinta di aggregazione verso gruppi di minore spessore" e di dialogare con altre organizzazioni mafiose sia a livello nazionale sia internazionale, sia nel settore del traffico di stupefacenti sia in quello dell'imprenditoria apparentemente legale.

I rapporti con la criminalità transnazionale

I rapporti con gli altri gruppi, soprattutto quelli esteri, rappresenta la principale forza dei cartelli, che in questo modo riescono soprattutto a riciclare i capitali illeciti, partecipando, dice Policastro, "a un più ampio sistema di underground banking", ovvero un sistema di trasferimento di denaro che opera parallelamente a quello legale e nel quale vengono fatti confluire i soldi da ripulire.

La camorra, sottolinea Policastro, "che veste gli abiti dell'investitore economico-finanziario, interagisce con autonome organizzazioni transnazionali, trasversali, totalmente sganciate dalle logiche territoriali delle organizzazioni camorristiche ed al servizio anche di qualunque professionista o azienda per il riciclaggio dei capitali provento delle attività criminali e dell'evasione fiscale".

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