Non un uomo qualsiasi, Karl Lagerfeld. Chiamarlo stilista, infatti, per molti versi è riduttivo. Fino alla sua morte, arrivata ieri a 85 anni, è stato un artista a cavallo di epoche diverse, genio creativo, direttore creativo di Fendi e di Chanel, ma anche inventore di una propria linea. Non solo moda, dicevamo, tra le idee e nella vita di quest'icona della cultura del Novecento, con i suoi capelli brizzolati, il codino e gli occhiali da sole a far da contorno a un'eleganza che si manifestava in ogni aspetto della sua vita, come la straordinaria e immensa libreria della sua casa atelier. Non un tipo da ebook, insomma.

La carta, per Karl Lagerfeld, era un bene imprescindibile. E ne aveva molta a sua disposizione. La sua immensa cultura si manifestò, infatti, nella realizzazione di una libreria/biblioteca di altissimo livello, tra cui spiccano i volumi di Virginia Woolf di cui era grande appassionato. Per molti appassionati di libri, la biblioteca di Lagerfeld è un sogno che si realizza. Migliaia di volumi accatastati alle pareti, messi in pila dal pavimento fino al soffitto. In un certo senso, l'abitazione di Lagerfeld – con la presenza di libri ovunque, ricordano un po' quella di Umberto Eco in Italia.

Nel caso di Lagerfeld, le pile di libri erano attraversabili e i volumi consultabili tramite una passerella. Ma, oltre i romanzi e i racconti di Virginia Woolf, quali erano i libri preferiti da Karl Lagerfeld? I volumi della sua personale biblioteca spaziano da Botticelli all’Art Nuveau, da Thomas Mann fino a Djagilev e i balletti russi, costituendo una ricca collezione di sapere. La carta per Lagerfeld era il materiale più prezioso che fosse mai esistito e per questo non poté separarsene mai.