Da oggi, lunedì 26 aprile, la Lombardia è in zona gialla. Un passaggio tanto atteso e che ha portato con sé una ventata di semi-normalità: bar, ristoranti, teatri e cinema hanno infatti potuto riaprire al pubblico, ma con diverse limitazioni. Per i primi infatti è stato possibile riaprire a pranzo e a cena, ma solo con spazi all'aperto. Una decisione che, nei giorni scorsi a Milano, ha portato a una corsa alle richieste di concessioni dei dehors. Teatri e cinema potranno riavere spettatori, ma con pubblico limitato: massimo cinquecento persone all'interno e mille all'esterno e soprattutto rispettando la capienza del 50 per cento della sala. Accanto a loro, anche tutte le scuole di ogni ordine e grado sono ripartite ma con il 70 per cento, e in alcuni casi cento per cento, degli studenti in aula.

La situazione dei mezzi di trasporto

Le riaperture di oggi hanno destato però non poca preoccupazione. L'attenzione maggiore era infatti riservata ai mezzi di trasporto che, seppur hanno superato lo stress test, spesso hanno raggiunto il limite massimo di capienza. Nonostante il potenziamento dei mezzi e l'invito a evitare gli orari di punta spesso infatti sono stati infatti registrati autobus, tram e metropolitane piene tanto da costringere, in alcuni snodi, l'attivazione del blocco dei tornelli. "I mezzi sono un po' affollati, l'aumento dei mezzi non si nota molto", racconta a Fanpage.it una studentessa. Una sensazione condivisa anche da altri cittadini: "Da Loreto in poi i mezzi erano pieni. L'esperienza di oggi non è stata tanto bella, mi aspettavo qualcosa di più ordinato e organizzato". E la preoccupazione sale ancora di più se a non rispettare le regole sono soprattutto gli altri cittadini: "Ci sono un po' di persone che non rispettano le regole e questo mi mette un po' di ansia".

I dubbi e le perplessità dei ristoratori

Le frequenti riaperture e chiusure dell'ultimo anno sembrerebbero aver spezzato l'entusiasmo di molti. In particolare modo dei titolari dei locali e dei ristoratori, che seppur felici di poter tornare a lavorare, temono una possibile nuova chiusura: "La speranza che tutto possa risolversi c'è sempre, però è da un anno che viviamo così e non possiamo più andare avanti. Questa situazione ci ha messo in ginocchio", afferma un ristoratore a Fanpage.it. Dello stesso avviso un altro collega: "La speranza è di tornare alla normalità e riuscire a lavorare meglio. Le incognite restano sempre perché non sappiamo come vada avanti questa storia".