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Vigilante ucciso a coltellate a Bergamo, chiesto l’ergastolo per l’assassino: “Ha teso un agguato”

Sadate Djiram avrebbe agito con premeditazione e per motivi futili, per questo la Procura di Bergamo ha chiesto l’ergastolo. Il 3 gennaio 2025 il 29enne ha ucciso Mamadi Tunkara a coltellate davanti al supermercato Carrefour dove lavorava come vigilante.
A cura di Enrico Spaccini
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Mamadi Tunkara
Mamadi Tunkara

La Procura di Bergamo ha chiesto la condanna all'ergastolo per Sadate Djiram, imputato per l'omicidio di Mamadi Tunkara, il 36enne ucciso a coltellate il 3 gennaio 2025 in città davanti al supermercato Carrefour dove lavorava come addetto alla sicurezza. Secondo la pm Silvia Marchina, il 29enne avrebbe agito in un contesto di gelosia ossessiva e immaginaria e avrebbe premeditato il delitto. Per la difesa, rappresentata dall'avvocata Veronica Foglia, si sarebbe trattato invece di un delitto d'impeto e i motivi non sarebbero stati futili, perché temeva un tradimento della sua ormai ex compagna e la fine della relazione avrebbe potuto avere conseguenze importanti nella sua vita. Per questo motivo, ha chiesto l'esclusione delle aggravanti, e in subordine di concedere le attenuanti generiche, e il minimo della pena per Djiram. La sentenza dei giudici della Corte d'Assise, presieduta da Patrizia Ingrascì, è attesa per il 18 marzo.

Stando a quanto ricostruito dall'accusa, Djiram avrebbe agito perché convinto che l'ex compagna avesse una relazione con Tunkara. Il sospetto, però, non avrebbe trovato alcun riscontro oggettivo: dai telefoni non sono emersi contatti tra i due e la stessa donna ha escluso qualsiasi coinvolgimento sentimentale con il 36enne. Al contrario, il 29enne già da novembre 2024 avrebbe iniziato a nutrire sospetti e inviare alla giovane messaggi di accuse e insulti. Per la Procura, era convinto del tradimento, ma era mosso solo da una gelosia "generalizzata" e costruita su fantasie.

Il 3 gennaio 2025 Djiram era stato inquadrato dalle telecamere di sorveglianza entrare in un negozio alle 9:45, osservare gli scaffali e uscire. Pochi minuti dopo, il 29enne aveva acquistato un coltello e si era diretto al Carrefour di via Tiraboschi per cercare Tunkara, senza successo. Djiram era tornato in zona nel pomeriggio e, poco dopo le 16, ha aggredito il 36enne che stava andando al supermercato per iniziare il suo turno di lavoro. Per la pm Marchina, l'acquisto dell'arma, i vari passaggi nei pressi del luogo di lavoro della vittima e l'agguato sarebbero le prove di un delitto premeditato.

Secondo l'avvocata Foglia, che difende l'imputato, se Djiram avesse pianificato l'omicidio non avrebbe scelto un luogo così affollato e non avrebbe agito in pieno giorno. La successiva fuga verso la Svizzera è stata descritta come improvvisata e maldestra, perché non aveva documenti, che aveva lasciato nello zaino abbandonato durante l'allontanamento, e i vestiti erano ancora sporchi di sangue. Inoltre, in quel periodo il 29enne stava attraversando un periodo di grave difficoltà perché la relazione con la compagna rappresentava per lui stabilità affettiva, sociale ed economica.

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