Diego Lahos Franca con la moglie e i due figli (Facebook)
in foto: Diego Lahos Franca con la moglie e i due figli (Facebook)

Si era trasferito dal Brasile in Italia alla ricerca di una cura per il male che lo aveva colpito. Purtroppo, però, il 39enne Diego Lahos Franca non ce l'ha fatta: quel linfonodo al collo che lo aveva già colpito in passato non è guarito, e la scorsa settimana lo ha portato al decesso. Ma adesso l'azienda per cui Diego lavorava e tutto il paese in cui si era trasferito con la famiglia, Clusone, hanno deciso di aiutare la moglie Tatiana e i due figli, Matteo e Lucca.

L'azienda aveva acconsentito al trasferimento

La vicenda di dolore ma anche di solidarietà e speranza è stata raccontata dalla testata locale "Bergamonews". Diego, originario di San Paolo del Brasile, già nel suo Paese lavorava per la multinazionale RadiciGroup, attiva nel settore della chimica. Nel 2018, dopo aver scoperto di avere un tumore al collo e dopo diversi trattamenti inconcludenti in Brasile, decide di venire in Italia: la sua azienda acconsente al trasferimento nella sede di Gandino e Diego e la sua famiglia si trasferiscono a vivere a Clusone, in provincia di Bergamo.

La scorsa settimana Diego è morto

Diego alterna il lavoro a cicli di chemioterapia: prova a tenere sotto controllo il cancro, che purtroppo però dal collo si estende ai polmoni. La scorsa settimana, il 4 maggio, Diego purtroppo muore: "Ieri le nostre mani si sono separate, che per quasi 20 anni sono state così, sempre unite, una mano che tiene l'altra, nei momenti felici e anche nei momenti difficili – scrive la moglie su Facebook il 5 maggio -. Nelle tue ultime ore solo ti ho tenuto la mano, e lì ho capito che stavi andando incontro al tuo grande amore Gesù! Sarò forte come mi hai chiesto Continuerò la tua eredità. Aiuterò i nostri figli a firmare i loro passi sempre più sulle vie del Signore e gli insegnerò ad amare Gesù nella stessa intensità che hai amato nella vita. Non ci arrendiamo. Non ci arrendiamo. Andiamo avanti per te!".

La moglie ha deciso di rimanere a vivere a Clusone assieme ai figli, di 11 e 8 anni. "Diego voleva così anche per il bene dei nostri figli e per la loro istruzione", racconta la moglie alla testata "Bergamonews". E il paese sta cercando di aiutare la famiglia del loro concittadino acquisito: anche l'azienda Radicigroup e tutti i colleghi di Diego si stanno attivando attraverso una raccolta fondi su un conto corrente intestato alla moglie di Diego (qui il link all'articolo con i dettagli).