Venduta la storica pasticceria Gattullo a Milano: da 65 anni era gestita dalla stessa famiglia

Un pezzo di Milano. Che da oggi in poi, dopo 65 anni, inaugura ufficialmente un nuovo corso. È la storica pasticceria Gattullo, caffè e cocktail bar di Porta Lodovica venduta oggi dalla famiglia fondatrice al gruppo Vincenzo Dascanio, il cui completo subentro è previsto entro gennaio 2027.
Una notizia che ha fatto tremare intere generazioni di abitanti, tra sciuri vecchia Milano e meneghini acquisiti, che in Gattullo ancora adesso trovano tutto il sapore dei tempi andati tra camerieri in livrea, eleganti arredi in ottone, il cocktail Domenichino e il Negroni a regola d'arte, un buffet di brioches salate e tramezzini come da tradizione, il celebre panettone gastronomico del Natale sotto la Madonnina. La Milano "da bere" ancora avvolta dalla nebbia, dove non si dormiva mai. "L'operazione è strutturata per preservare e valorizzare integralmente l'identità del locale e del marchio", ha assicurato però il nuovo proprietario del locale, l’imprenditore Vincenzo Dascanio, esperto di organizzazione eventi e design nonché fondatore di ristoranti e strutture ricettive di lusso tra St. Moritz, Como, Cernobbio, Portofino e Ostuni. “Il mio obiettivo è far convivere questa eredità straordinaria con l'innovazione, creando nuove opportunità di crescita senza snaturarne l'anima".

Una sfida non semplice, quella di "rinfrescare" (come promesso dalla stessa proprietà) e allo stesso tempo preservare l'icona cittadina fondata nel 1961 a due passi dai Navigli e dall'Università Bocconi. "Qui passavano le serate Teo Teocoli, Diego Abatantuono e Massimo Boldi. In tarda serata Bruno Pizzul cucinava spaghetti per tutti, i giornalisti sportivi più famosi e i calciatori del Milan erano di casa. Enzo Jannacci, prima di salire sul palco del Derby, passava a prendere i cannoncini, Silvio Berlusconi i babà", racconta Domenico Gattullo, figlio del fondatore Giuseppe, con il figlio alla terza generazione di pasticceri e barman dietro il bancone. "Cochi e Renato, quando ancora non erano famosi e si esercitavano a improvvisare sketch nel locale, una volta si presentarono in cassa in costume, pinne e maschera chiedendo: "Scusate, per il mare?". Poi qui è nato l’ufficio facce: guardando il volto dei clienti al bancone cercavano di capire chi fossero, e che lavoro facessero".

Che fine farà ora tutto questo? "I marchi storici come i nostri devono avere una spinta, qualcuno che creda in loro e investa: sennò le attività di famiglia come la nostra sono destinate a morire", sempre le parole di Domenico Gattullo. Sì perché il nuovo business plan, stando alle dichiarazioni del gruppo proprietario, prevede addirittura prospettive di ampliamento del "marchio", con nuove aperture a Milano e sul lago di Como, mentre Giuseppe Gattullo farà da "ambassador" dietro la vetrina dei pasticcini e dei panettoni per mantenere la "continuità" con gli habitué. "Un naturale passaggio che garantisce continuità e nuova energia". Si vedrà. La storia e la memoria di un luogo, del resto, raramente sono in vendita.