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Venduta la storica pasticceria Gattullo a Milano: da 65 anni era gestita dalla stessa famiglia

La famiglia Gattullo vende il celebre caffè e cocktail bar di Porta Lodovica al gruppo dell’imprenditore Vincenzo Dascanio. “I marchi storici hanno bisogno di qualcuno che investa in loro”
A cura di Francesca Del Boca
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Giuseppe Gattullo e il nuovo proprietario Vincenzo Dascanio
Giuseppe Gattullo e il nuovo proprietario Vincenzo Dascanio

Un pezzo di Milano. Che da oggi in poi, dopo 65 anni, inaugura ufficialmente un nuovo corso. È la storica pasticceria Gattullo, caffè e cocktail bar di Porta Lodovica venduta oggi dalla famiglia fondatrice al gruppo Vincenzo Dascanio, il cui completo subentro è previsto entro gennaio 2027. 

Una notizia che ha fatto tremare intere generazioni di abitanti, tra sciuri vecchia Milano e meneghini acquisiti, che in Gattullo ancora adesso trovano tutto il sapore dei tempi andati tra camerieri in livrea, eleganti arredi in ottone, il cocktail Domenichino e il Negroni a regola d'arte, un buffet di brioches salate e tramezzini come da tradizione, il celebre panettone gastronomico del Natale sotto la Madonnina. La Milano "da bere" ancora avvolta dalla nebbia, dove non si dormiva mai. "L'operazione è strutturata per preservare e valorizzare integralmente l'identità del locale e del marchio", ha assicurato però il nuovo proprietario del locale, l’imprenditore Vincenzo Dascanio, esperto di organizzazione eventi e design nonché fondatore di ristoranti e strutture ricettive di lusso tra St. Moritz, Como, Cernobbio, Portofino e Ostuni. “Il mio obiettivo è far convivere questa eredità straordinaria con l'innovazione, creando nuove opportunità di crescita senza snaturarne l'anima".

Una foto d’epoca di Gattullo
Una foto d’epoca di Gattullo

Una sfida non semplice, quella di "rinfrescare" (come promesso dalla stessa proprietà) e allo stesso tempo preservare l'icona cittadina fondata nel 1961 a due passi dai Navigli e dall'Università Bocconi. "Qui passavano le serate Teo Teocoli, Diego Abatantuono e Massimo Boldi. In tarda serata Bruno Pizzul cucinava spaghetti per tutti, i giornalisti sportivi più famosi e i calciatori del Milan erano di casa. Enzo Jannacci, prima di salire sul palco del Derby, passava a prendere i cannoncini, Silvio Berlusconi i babà", racconta Domenico Gattullo, figlio del fondatore Giuseppe, con il figlio alla terza generazione di pasticceri e barman dietro il bancone. "Cochi e Renato, quando ancora non erano famosi e si esercitavano a improvvisare sketch nel locale, una volta si presentarono in cassa in costume, pinne e maschera chiedendo: "Scusate, per il mare?". Poi qui è nato l’ufficio facce: guardando il volto dei clienti al bancone cercavano di capire chi fossero, e che lavoro facessero".

L’esterno di Gattullo a Milano
L’esterno di Gattullo a Milano

Che fine farà ora tutto questo? "I marchi storici come i nostri devono avere una spinta, qualcuno che creda in loro e investa: sennò le attività di famiglia come la nostra sono destinate a morire", sempre le parole di Domenico Gattullo. Sì perché il nuovo business plan, stando alle dichiarazioni del gruppo proprietario, prevede addirittura prospettive di ampliamento del "marchio", con nuove aperture a Milano e sul lago di Como, mentre Giuseppe Gattullo farà da "ambassador" dietro la vetrina dei pasticcini e dei panettoni per mantenere la "continuità" con gli habitué. "Un naturale passaggio che garantisce continuità e nuova energia". Si vedrà. La storia e la memoria di un luogo, del resto, raramente sono in vendita.

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