“Una violenza che lascia senza fiato”: il video del funerale di Aurora Livoli uccisa a Milano

"Una violenza che lascia senza fiato". Queste le parole di monsignor Luigi Vari, l'arcivescovo di Gaeta che questa mattina, sabato 10 gennaio, ha celebrato nella chiesa di Giovanni Battista a Monte San Biagio (Latina) il funerale di Aurora Livoli, la ragazza 19enne violentata e uccisa in un cortile di via Paruta 74 a Milano la notte tra il 28 e il 29 dicembre scorso.
Poi il parroco ha proseguito: "È difficile farsi ragione di tanta brutalità e sofferenza. Ma come ha detto tuo papà, ‘non cerco vendetta ma giustizia': vuole che tu riposi". E ancora: "Siamo una famiglia, e dobbiamo vivere questo momento mettendo in comune il nostro amore, la nostra speranza, il nostro pensiero per Aurora".
"Siamo qui oggi con il cuore colmo di dolore: ogni parola appare fragile, insufficiente" ha aggiunto il sindaco di Monte San Biagio, Federico Carnevale, parlando con la voce spezzata dall'emozione prima che all'uscita del feretro dalla chiesa venissero lanciati dei palloncini bianchi nel cielo: "Aurora era una ragazza con una vita davanti: sogni, passioni, aspirazione, e la sua morte, così violenta e ingiusta, lascia un vuoto profondo".
La chiesa di Giovanni Battista era gremita e dove in molti avevano in mano una rosa bianca, come quelle poggiate sulla sua bara di noce chiara, al fianco di una foto della giovane.
Chi era Aurora Livoli
Aurora Livoli, 19 anni, era nata a Roma ed era residente a Monte San Biagio, nella provincia di Latina, località da cui si era volontariamente allontanata da casa lo scorso 4 novembre. La famiglia, che ne aveva denunciato la scomparsa, si era messa per l'ultima volta in contatto con lei lo scorso 26 novembre. In quell'occasione la ragazza aveva riferito ai genitori di star bene e di non essere intenzionata a fare rientro, senza però fornire alcuna indicazione su dove si trovasse. Un mese più tardi, lo scorso 29 dicembre, ne è poi stato ritrovato il corpo nel cortile di via Paruta, nella zona Nord di Milano.
La sua identità è rimasta sconosciuta per 24 ore, fino a quando i suoi familiari di Latina l'hanno riconosciuta dalle immagini diffuse dai giornali. "Dalla postura abbiamo capito subito che era lei", aveva riferito a Fanpage.it lo zio di Aurora Livoli. Da subito, i familiari si sono chiesti come avesse fatto la ragazza ad arrivare a Milano "senza soldi, senza un cambio, senza gli effetti personali" e, soprattutto, dove si trovasse e con chi fosse.