“Una scala a chiocciola unica via di fuga dalla discoteca sotterranea”: sequestrato il bar Coa di via Lecco a Milano

La polizia locale di Milano ha eseguito il sequestro preventivo del cocktail bar Coa, un cocktail bar in zona Porta Venezia dove nei fine settimana un centinaio di giovani si ritrovavano a ballare in un piano sotterraneo in cui una scala a chiocciola era l'unica via d'accesso e anche di fuga. Il provvedimento è scattato a seguito della stretta sulla sicurezza decisa dopo la strage di Capodanno di Crans-Montana, dove anche la mancanza di un'uscita di emergenza ha causato la morte di 40 ragazzi. Il titolare, un 34enne, è stato denunciato per "apertura abusiva di luogo di intrattenimento senza avere osservato le prescrizioni in materia di tutela della pubblica incolumità".
La prima verifica della polizia locale al Coa risale al 14 settembre 2024. Quel giorno gli agenti erano stati chiamati a verificare se l’esposto per "disturbo della quiete pubblica" firmato da un gruppo di residenti fosse fondato. Una volta dentro, avevano trovato un centinaio di ragazzi che ballavano nel sotterraneo del locale, dove due rampe di scale "strette e anguste" erano l’unica via di accesso e di uscita. Avevano scoperto anche che il titolare, un 34enne di origine cinese, non aveva la licenza di agibilità per serate tipo disco bar e venne indagato perché la discoteca era "abusiva".
A ottobre 2024 i carabinieri avevano fatto un nuovo accertamento, riscontrando le stesse criticità e indagando di nuovo il proprietario, e metà 2025 il Comune aveva inviato un ordine di "immediata cessazione" della discoteca. Nonostante questo, i fine settimana avrebbe continuato a ospitare serate di musica e accogliere i clienti. Alcuni giorni fa, lo scorso 7 gennaio, un consigliere di Zona ha inviato una nuova segnalazione che ha portato la Procura a emettere un decreto di sequestro preventivo.
Secondo quanto ricostruito, in quasi due anni il 34enne titolare del locale avrebbe mostrato "una perdurante indifferenza alle attività repressive" e questo "potrebbe determinare il sorgere di situazioni di grave pericolo per l’incolumità pubblica". In particolare, è stato sottolineato, "in caso di emergenza determinata da incendio, si troverebbero all’interno di un locale privo delle prescritte vie di fuga con il rischio di rimanere impossibilitati a evacuare l’area in caso di pericolo".