Fabio Manduca (a sinistra) e Daniele Belardinelli
in foto: Fabio Manduca (a sinistra) e Daniele Belardinelli

Chiederà il rito abbreviato Fabio Manduca, l'ultras del Napoli accusato di aver investito, procurandone la morte, l'ultras varesino Daniele Belardinelli durante gli scontri prima della partita di calcio tra Inter e Napoli del 26 dicembre 2018. Lo scorso 21 settembre la procura di Milano aveva chiesto il processo per l'uomo, 40 anni, con un'accusa pesante: omicidio volontario. L'udienza preliminare era in programma lunedì 12 ottobre, ma dopo la richiesta del 40enne napoletano il processo potrebbe svolgersi a porte chiuse. Non solo: il rito abbreviato comporta infatti lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna.

Gli scontri prima di Inter-Napoli del 26 dicembre 2018: Una guerriglia urbana

Gli scontri, ormai tristemente famosi, che portarono alla morte di Daniele Belardinelli avvennero a Milano, nella zona di via Novara, nei pressi dello stadio di San Siro. Si trattò di un agguato organizzato dagli ultras dell'Inter e di altre tifoserie gemellate – come quella del Varese di cui faceva parte "Dede" Belardinelli – ai danni degli ultras napoletani che stavano seguendo il Napoli in trasferta. Poco prima della partita, in programma la sera al Mezza, nei dintorni dello stadio si scatenò una guerriglia. Belardinelli faceva parte degli ultras "assalitori" e, sotto effetto di cocaina, avrebbe spaccato il finestrino di un veicolo che precedeva l'auto su cui si trovavano Manduca e altri supporter azzurri. Dopo aver spaccato il vetro Belardinelli sarebbe caduto a terra, rompendosi la clavicola: a quel punto Manduca, alla guida dell'auto, avrebbe accelerato investendo Belardinelli. L'ultras varesino venne portato da altri tifosi, anche napoletani, al vicino ospedale San Carlo: le lesioni da schiacciamento riportate, e anche quelle procurate involontariamente durante il trasporto, gli sono però state fatali. Dopo lunghe indagini, Manduca era stato arrestato il 18 ottobre dello scorso anno.