Fabio Manduca (a sinistra) e Daniele Belardinelli
in foto: Fabio Manduca (a sinistra) e Daniele Belardinelli

Per i pubblici ministeri di Milano l'uccisione dell'ultrà Daniele Belardinelli, il 26 dicembre 2018 fuori dallo stadio di San Siro, fu omicidio volontario. Per questo la Procura di Milano ha fatto ricorso in appello, chiedendo che la condanna a 4 anni per omicidio stradale di Fabio Manduca, il tifoso napoletano arrestato nel 2019 per investito con il proprio suv il tifoso del Varese, venga riqualificata e quindi venga aumentata la pena.

Processo per la morte di Daniele Belardinelli: si va in appello

Nel processo in primo grado sugli scontri avvenuti prima della partita tra Inter e Napoli del giorno di Santo Stefano del 2018, i pm Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri avevano chiesto 16 anni per Manduca. Anche quest'ultimo ha fatto ricorso in appello. Il suo legale ha depositato l'istanza martedì 12 gennaio, chiedendo l'assoluzione per "mancanza della prova dell'investimento". L'avvocato difensore sostiene che ci siano "molti punti oscuri" nella ricostruzione dell'accusa e che inoltre non siano state riconosciute le attenuanti generiche. L'avvocato chiede inoltre che vengano revocati gli arresti domiciliari.

Il tifoso investito dall'auto durante gli scontri prima di Inter-Napoli

Centrale nella ricostruzione della Procura di Milano era stato il video, ripreso dalle telecamere di sorveglianza della zona, che immortalava la scena. immagini che mostravano la colonna di auto dei supporter partenopeo cadere in un agguato da parte degli ultras di casa, quindi il veicolo di Manduca che superava un mezzo fermo e investiva Belardinelli, provocandogli ferite mortali. Anche le intercettazioni telefoniche e le dichiarazioni di alcuni indagati hanno permesso di ricostruire l'accaduto.