Ucciso per aver provato a rubare Gratta e vinci, la pm chiede due condanne a 14 anni per i gestori del bar

Quattordici anni di reclusione per entrambi per omicidio volontario con il riconoscimento dell'aggravante della crudeltà, anche se con la prevalenza dell'attenuante della provocazione. Sono queste le richieste di condanna formulate dalla pm di Milano Maura Ripamonti, davanti alla Corte d'Assise, a carico di Shu Zou, 33 anni, e dello zio Liu Chongbing, 52 anni, che la mattina del 17 ottobre 2024 uccisero a forbiciate Eros Di Ronza, 37enne che aveva tentato di rubare dei Gratta e vinci con un complice poi fuggito.
Come evidenziato nella requisitoria, la pm ha spiegato che non si sarebbe trattato di un caso di "legittima difesa", perché l'intento dei due imputati "non era proteggere un danno economico", anche perché Di Ronza, quando stava tentando di scappare e venne messo a terra e colpito, aveva già perso quei Gratta e vinci, che erano caduti. Lo colpirono, in particolare Shu mentre l'altro "condivideva l'intento" dell'azione, per "ucciderlo e con 44 forbiciate al collo, al torace, all'addome, ad organi vitali". Inizialmente, "volevano dare una lezione a quel ladro, punirlo e farlo soffrire, avevano l'intento di creare sofferenza per punirlo, più che di ucciderlo all'inizio, ma poi sono anche andati oltre", ha chiarito la pm.
Di Ronza, i cui familiari parti civili sono assistiti dall'avvocato Mirko Perlino, "era sicuramente un ladro, ma qua non stiamo valutando la persona, valutiamo che è stato colpito per cinquanta secondi con quella forbice, per più di 40 volte e ha sofferto". Forse, ha aggiunto la pm, "volevano dare una lezione per evitare pure che altri ladri venissero a rubare". Ripamonti ha quindi dato atto che i due imputati "erano in stato d'ira, per la rabbia che montava dopo il furto, e c'è, dunque, l'attenuante della provocazione, ma non quelle generiche perché i due hanno negato l'evidenza dicendo di averlo colpito solo alle gambe".
La dinamica dell'omicidio
Davanti alla Corte, la pm ha successivamente ricostruito la dinamica dell'omicidio, ripreso anche da alcune telecamere di sorveglianza della zona. "Di Ronza schiacciato a terra da quelle due persone che gli erano sopra, Liu gli impedisce la fuga e lo tiene sul marciapiede, mentre tutte le ferite sono inferte da Shu", ha esordito.
Entrambi "si disinteressano della refurtiva, la loro azione non ha nulla a che fare con il danno economico, c'è il dolo di uccidere che matura durante l'azione, un dolo intenzionale e diretto, generato dalla rabbia che monta". Le ferite mortali sono state inferte a Di Ronza alla "vena giugulare esterna di sinistra", al cuore, "ai polmoni e al fegato". È stato colpito "ripetutamente 44 volte con una forbice della lunghezza complessiva di 22 cm e lama di 11 cm, mentre stava cercando di fuggire".
Stando all'imputazione, fu Shu a iniziare "a colpire Di Ronza, con 2/3 fendenti, mentre" l'uomo "strisciando all'indietro, stava cercando di uscire dall'esercizio, sotto la saracinesca parzialmente forzata". Poi, quando Di Ronza si è alzato ed è scappato via correndo, "perdendo la refurtiva per strada, entrambi" lo hanno inseguito e lo hanno bloccato a terra, ma Shu avrebbe continuato a colpirlo. Per i due imputati, assistiti dagli avvocati Simone Ciro Giordano e Eugenio Rogliani, il gip dopo l'arresto aveva disposto i domiciliari, mentre la Procura aveva chiesto il carcere.