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16 Giugno 2021
14:14

Studio dell’ospedale Niguarda: anticorpi a 3 mesi dalla seconda dose, vaccino conferma l’efficacia

Una ricerca condotta dall’ospedale Niguarda di Milano in collaborazione con l’Università Statale riporta risultati incoraggianti sull’efficacia del vaccino anti-Covid a 3 mesi dalla seconda dose. “In tutti coloro che avevano risposto positivamente al vaccino persiste il titolo anticorpale nel siero”, ha spiegato Francesco Scaglione, Direttore del Laboratorio di Analisi chimiche e Microbiologia dell’ospedale Niguarda.
A cura di Francesco Loiacono
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Tre mesi dopo la seconda dose di vaccino gli anticorpi contro il Covid-19 restano nell'organismo, anche se ovviamente in misura minore rispetto ai giorni immediatamente successivi alla somministrazione. Una ricerca condotta dall'ospedale Niguarda di Milano in collaborazione con l’Università Statale riporta risultati incoraggianti sull'efficacia del vaccino anti-Covid a 3 mesi dalla seconda dose. La domanda alla quale lo studio clinico "Renaissance" vuole rispondere interessa tutta la comunità scientifica e l'opinione pubblica: quanto durano realmente gli anticorpi nelle persone vaccinate, e quindi per quanto tempo saremo protetti contro il Covid?

La ricerca di uno dei più grandi ospedali milanesi ha analizzato il titolo anticorpale di 2.415 operatori sanitari in servizio presso la struttura e vaccinati con entrambe le dosi del vaccino Pfizer-Biontech. Il primo "check-point" era stato a marzo, quando era stata valutata la risposta immunitaria degli operatori a 14 giorni dalla seconda dose: oltre il 98 per cento dei vaccinati avevano sviluppato gli anticorpi attesi, mostrando titoli elevatissimi, nella maggior parte dei casi persino oltre i limiti misurabili dalle apparecchiature utilizzate.

Adesso il secondo "check-point", a tre mesi dalla seconda dose: "In tutti coloro che avevano risposto positivamente al vaccino persiste il titolo anticorpale nel siero", ha spiegato Francesco Scaglione, Direttore del Laboratorio di Analisi chimiche e Microbiologia dell'ospedale Niguarda. "Come atteso, i valori medi rilevati sono naturalmente diminuiti nel tempo (di circa il 50 per cento in media), ma comunque sono ancora molto superiori alla soglia di negatività". Manca ancora la conferma su un importante tassello relativo a tutte le ricerche di questo tipo, e cioè quale sia il cosiddetto "cut-off", ossia il titolo anticorpale minimo per essere protetti. Ma intanto, aggiunge Scaglione, "la validità del vaccino è confermata anche dal fatto che nessuno abbia sviluppato una malattia sintomatica durante i mesi della terza ondata pandemica".

Nessuno degli oltre 4500 dipendenti vaccinati ha sviluppato il Covid sintomatico

Un altro dato positivo è che, da quando è stato completato il ciclo vaccinale sugli oltre 4.500 dipendenti, nessuno di loro ha sviluppato il Covid-19 in forma sintomatica. Solo 14 persone sono risultate positive, ma tutte senza sintomi o in forma paucisintomatica. "Anche questo dato è particolarmente positivo – afferma Scaglione -. Considerando la circolazione delle varianti, lo studio suggerisce che il vaccino in qualche modo possa conferire una protezione anche in questi casi". Adesso la ricerca proseguirà testando la risposta anticorpale nei vaccinati dopo 6 e 12 mesi dal completamento del ciclo vaccinale. Dall'ospedale sottolineano comunque come gli anticorpi siano solo una parte del complesso meccanismo di protezione che si attiva nell’organismo con il vaccino: scatta infatti anche la risposta mediata dalle cellule come quelle della memoria e le cellule natural killer, che rappresentano gli elementi fondamentali per una protezione prolungata nel tempo dal virus. Proprio la risposta delle cellule T, quelle deputate alla memoria, sarà studiata in una seconda fase dello studio per "capire se il vaccino può indurre un'immunità molto duratura", conclude Scaglione.

Lo studio sugli effetti collaterali del vaccino

Oltre ai dati sulla risposta immunitaria, i ricercatori del Niguarda hanno pubblicato un'ulteriore ricerca per valutare l’impatto della vaccinazione sui lavoratori per stabilire se l’entità degli effetti collaterali fosse tale da influire negativamente sulle attività in corso dell’ospedale. Su 4.043 persone vaccinate, solo l’1,6 per cento dei professionisti del Niguarda si è dovuto assentare dal lavoro a causa di effetti collaterali (comunque lievi) dopo la prima dose e circa il 6 per cento dopo la seconda dose.

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