È stato chiesto il processo per Claudio Corbolotti e altri ultrà della Lazio del gruppo "Irriducibili" che, il 24 aprile del 2019, si erano recati insieme ad altri tifosi nei pressi di piazzale Loreto a Milano per inneggiare a Benito Mussolini. Corbolotti, ex collaboratore nella segreteria dell'allora sindaco di Roma Gianni Alemanno e già arrestato nel 2004 per gli scontri fuori dallo stadio Olimpico, aveva incitato gli altri supporter a rispondere "presente" al grido "Camerata Mussolini", facendo anche il saluto romano: riti tutti legati al triste passato fascista del nostro Paese.

Saluti fascisti in piazzale Loreto, richiesto processo per Claudio Corbolotti

Gli investigatori avevano identificato quasi subito l'uomo che, di fronte agli altri ultrà del gruppo degli "Irriducibili" della curva laziale, aveva incitato a gridare "presente" per Mussolini, con tanto di saluti romani a pochi passi da piazzale Loreto, simbolo della Resistenza milanese e nazionale. Gli ultras avevano anche srotolato uno striscione con su scritto "onore a Mussolini". Quel giorno di aprile, la vigilia della Festa di Liberazione dal nazifascismo, diversi passanti avevano tra l'altro aiutato gli investigatori fornendo i numeri di targa di alcune macchine sulle quali i neofascisti si erano dileguati. La Digos, poi, ha lavorato sulle immagini delle telecamere di sorveglianza ed è riuscita ad individuare alcuni ultrà (altri erano irriconoscibili perché i volti erano coperti da sciarpe e altri indumenti). Il dipartimento antiterrorismo della Procura, sotto la guida di Alberto Nobili, ha chiuso l'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Leonardo Lesti chiedendo il rinvio a giudizio per Corbolotti e altro ultras, con l'accusa di manifestazione fascista. Adesso dovrà essere fissata l'udienza preliminare.