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Mamma e figlia uccise in casa a Samarate: fermato il padre
14 Maggio 2022
10:52

Strage di Samarate, il messaggio del Milan e di Pioli per Nicolò Maja: “Forza ti aspettiamo”

Da Milanello il messaggio dei giocatori e dell’allenatore del Milan per Nicolò Maja, l’unico sopravvissuto della strage familiare di Samarate, ancora ricoverato in gravi condizioni.
A cura di Redazione Milano
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Mamma e figlia uccise in casa a Samarate: fermato il padre

In un video girato all'ingresso di Milanello, con le parole dell'allenatore Stefano Pioli, i giocatori del Milan hanno voluto mandare un messaggio a Nicolò Maja, il ragazzo di 24 anni unico sopravvissuto della strage di Samarate. Grande tifoso rossonero, la squadra ha voluto inviargli un pensiero di vicinanza: "Ciao Nicolò, sappiamo che stai passando un momento delicato ma sappiamo anche che sei molto forte e che reggerai e che ci troveremo presto tutti qui insieme". "Forza Nicolò!", gridano all'unisono i calciatori. Un augurio e una speranza

La strage di Samarate: Nicolò è l'unico sopravvissuto

Nicolò è stato gravemente ferito dal padre Alessandro Maja, che lo ha colpito ripetutamente al capo provocandogli lesioni e traumi con un martello. Il ragazzo si trova ancora ricoverato all'ospedale di Varese in gravi condizioni, mentre la madre Stefania Pivetta e la sorella Giulia, di soli 16 anni, non ce l'hanno fatta: nonostante il tentativo di resistere alla furia omicida del padre non sono riuscite a sfuggire alla violenza.

La confessione di Alessandro Maja

Ieri l'uomo, interrogato dal gip di Busto Arsizio Piera Bossi, ha ammesso le proprie responsabilità nel duplice omicidio della moglie e della figlia e nel ferimento del figlio. Al momento l'uomo è ancora ricoverato nel reparto di psichiatria dell'ospedale San Gerardo di Monza, dove è stato ascoltato dagli inquirenti. L'uomo ha dichiarato di non saper dire esattamente cosa è accaduto, né perché abbia agito così, forse alla base una vera e propria ossessione per riuscire a garantire alla famiglia un alto tenore di vita e la convinzione di essere un "fallito".

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