Sfascia l’auto della ex con lei dentro a colpi di mazza di ferro: arrestato in zona Corvetto a Milano
Un uomo di 40 anni sarebbe stato sorpreso dagli agenti della polizia di Stato di servizio in via Panigarola, zona Corvetto a Milano, mentre con una mazza di ferro sfasciava l'auto della sua ex compagna, con lei rifugiata all'interno. È successo la sera di lunedì 14 settembre, poco prima delle 21.
Stando a quanto si apprende, gli agenti di passaggio nella via per un normale controllo del territorio, sarebbero stati attirati dalle urla della donna chiusa nell'auto e da forti rumori metallici dovuti ai colpi di mazza sulla carrozzeria.
I poliziotti sarebbero intervenuti subiti e una volta individuato l'uomo, del tutto fuori di sé, lo avrebbero identificato e fermato. Poi avrebbero messo in sicurezza la donna, una 35enne, che fortunatamente non avrebbe riportato ferite. L'auto invece, una Mercedes, risulterebbe quasi completamente distrutta: dal parabrezza anteriore, al cofano, alla portiera anteriore sinistra fino agli specchietti.
Come ricostruito dalla donna in fase di denuncia, pare che l'uomo – una sua ex frequentazione – abbia agito con violenza per motivi di gelosia dopo che lei gli avrebbe rivelato di avere una relazione con un'altra persona. La discussione sarebbe quindi degenerata da lì a poco. Il 40enne dopo aver minacciato la donna avrebbe estratto la mazza da una borsa e si sarebbe diretto verso l'auto di lei.
Questa, per cercare di salvare l'auto, sarebbe salita a bordo per spostarla. Ma non avrebbe fatto in tempo. “Si è spostato sul lato conducente colpendo il parabrezza, la portiera anteriore e lo specchietto, danneggiandolo gravemente. Sono riuscita a uscire dal veicolo solo quando è arrivata la macchina della polizia”, avrebbe raccontato la donna.
Dopo tutti i controlli e gli accertamenti del caso, il 40enne è stato arrestato per danneggiamento e porto di armi o oggetti atti a offendere. Inoltre, "la presenza della vittima all’interno del veicolo aumentava significativamente il pericolo per l’incolumità della stessa, evidenziando una condotta particolarmente aggressiva e idonea a cagionare ulteriori conseguenze lesive”, hanno specificato gli investigatori.