Sette ragazzini della Bergamasca fermati per estorsioni e rapine verso coetanei: “Ti ammazzo e ti faccio il video”

Immagine
Immgine di repertorio
Sono tutti minorenni, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, tranne uno da poco 18enne, i ragazzini fermati e sottoposti a misure cautelari dai carabinieri di Albino e Clusone (Bergamo) con l’accusa di rapina, estorsione e minacce verso coetanei.

Sette ragazzini – tutti minorenni, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, tranne uno da poco 18enne – sono finiti nei guai per una serie di rapine, estorsioni e vendita di abiti contraffatti. È successo in Val Seriana (Bergamo) dove i carabinieri di Albino con i colleghi del Nucleo operativo della compagnia di Clusone hanno eseguito l’ordinanza cautelare firmata dal gip per i minorenni. Due di questi ragazzini sono stati messi in comunità, mentre gli altri cinque devono rimanere a casa dalle 21 alle 7 con prescrizioni precise, tra cui colloqui con i servizi sociali.

Stando a quanto si apprende, l'indagine sarebbe partita dalla denuncia della madre di un 14enne, vittima della baby gang della Val Seriana, che si sarebbe rivolta ai carabinieri per raccontare quanto accaduto al figlio, coinvolto nell'acquisto di abiti contraffatti in cambio di somme sempre più alte di denaro richieste da uno della banda, oggi indagato, con tanto di minacce di morte, violenza fisica e ritorsioni. Gli episodi contestati si sarebbero verificati tra il novembre 2024 e il settembre 2025.

Prima però di rivolgersi ai carabinieri, la donna sarebbe andata a parlare con la madre dell'altro ragazzo, quello che chiedeva i soldi al figlio. La madre di quest'ultimo avrebbe restituito i soldi intascati dal figlio, 85 euro, e poi da lì avrebbe scoperto, poco a poco, in che giro il ragazzo era finito. Poi la situazione è degenerata, era fuori controllo. Così una delle donne ha deciso di recarsi in caserma.

Come ricostruito dai militari, il modus operandi dei membri della banda era ormai consolidato. Tra minacce, ricatti, stalking e aggressività verbale con frasi come –  “Sono sotto casa tua”, “Piuttosto non vado a Nizza ma ti riempio di botte” oppure “Ti faccio l’ultimo giorno” – riuscivano a ottenere sempre più denaro con la vendita di abiti contraffatti e rapine. Ma sarebbero emerse anche frasi come "Bro, ti ammazzo e faccio il video". 

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views