Ousseynou Sy, l'autista che nel marzo del 2019 dirottò una scuolabus con 50 studenti di una scuola media di Crema, è stato condannato in appello a 19 anni. Lo ha deciso la Corte d'Assise d'appello di Milano al termine del processo di secondo grado, che ha ridotto la pena dai 24 anni stabiliti in primo grado. Il 48enne era imputato per attentato e sequestro di persona con finalità di terrorismo, lesioni e incendio. I giudici della Corte d'assise d'appello, al termine della camera di consiglio iniziata nella mattinata dopo brevi repliche delle parti civili, hanno dunque modificato la sentenza che era stata emessa in primo grado nello scorso luglio dalla Corte d'assise di Milano.

Sy: Non ho mai avuto intenzione di fare del male a nessuno

Sy, in carcere dal marzo di due anni fa dopo essere stato arrestato dai carabinieri a San Donato Milanese, al termine della sua folle corsa, ha assistito in videoconferenza dal penitenziario alla lettura della sentenza. Durante la scorsa udienza aveva reso dichiarazioni spontanee in aula, dicendo: "Sono rammaricato per quanto accaduto quel giorno, ma il passato non si può modificare. Non sono un terrorista né un assassino. Non ho mai avuto intenzione di fare del male a nessuno".

L'accusa aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado

In sede di requisitoria il sostituto procuratore generale Lucilla Tontodonati, che aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado, aveva sottolineato come Sy avesse agito con "l'obiettivo di sovvertire la politica italiana" sull'immigrazione e "intimidire la popolazione creando panico generalizzato". Il sostituto pg aveva anche ricordato come Sy avesse usato un accendino per appiccare l'incendio sul bus, reso una "bomba vagante impregnata di benzina" in modo da "attentare alla incolumità fisica e psicofisica dei ragazzini a bordo dell'autobus". Non appena saranno depositate le motivazioni si potrà conoscere nel dettaglio la ratio della decisione odierna della Corte d'assise d'appello.